Galba Coscetta

Vera Olla aveva, a suo tempo, l’abitudine di estrapolare dai settimanali le pagine dedicate a cucina, giardinaggio e cucito, che poi incollava in appositi quaderni a formare dei volumi tematici. Sabato sera 19 febbraio sfogliava, assisa di fronte al caminetto, un volume dedicato al giardinaggio. Mi accorgo, fra i vari segnalibri inseriti, una cartolina in bianco e nero raffigurante una visione notturna del Maschio Angioino di Napoli, che estraggo e dove sul retro leggo: “Napoli 8-8-44 / Infiniti saluti / a tutti indistinta / mente da chi / sempre vi ricorda / Coscetta Galba / Mittente Coscetta / Galba 35° Regg. / Art. divisione Friuli/ I° Gruppo / P.M. 79 //”. La cartolina è indirizzata alla “Famiglia / Olla Lico / Apicoltura / Ales / Pr (Cagliari)//” ed è spedita da Afragora (NA) nella stessa data. Ad una prima distratta lettura la parola “Apicoltura” mi era del tutto sfuggita, ma avendola notata immediatamente dopo ne chiedo ragione a Vera, che apre un capitolo per me del tutto inedito della storia di Ales. Galba Coscetta era l’attendente del comandante del 35° reggimento di artiglieria del 1° gruppo 100/17, di stanza ad Ales di sicuro nel 1944. Il reggimento era assegnato alla 20^ Divisione Friuli che in Corsica, dopo la proclamazione dell’armistizio dall’8 settembre e sino al 4 ottobre 1943, aveva duramente combattuto contro i reparti tedeschi nella zona di Teghime, Bastia, Casamozza. Dal 15 novembre1943 la 20^ Divisione viene trasferita in Sardegna con compiti di presidio, sicurezza e vigilanza per poi imbarcarsi il 14 luglio 1944 a Cagliari sullo Scipione l’Africano e riprendere l’attività bellica ad Aversa (NA) il 22 luglio 1944. Vera, allora ventunenne, ricorda che suo padre Luigi aveva rapporti colloquiali con il comandante del Reggimento e che il suo attendente Galba Coscetta partecipò alla smielatura dell’apiario domestico nel 1944. Il reggimento ad Ales, accampato nella Chiesa di Santa Maria e nella casa di Donna Maria Elena Salis beneficiava, anche su sollecitazione del parroco monsignor Fanni, dell’accoglienza della popolazione tanto che non pochi militi, frequenti ospiti nei pranzi delle feste comandate delle famiglie aleresi, convolarono a nozze con altrettante compaesane. Una pagina di storia locale forse meritevole di approfondimento.

Luigi Manias