Esu epigrafici

Un viaggio sentimentale nello stretto perimetro di Ales con Verina Olla, che ieri fresca fresca di Pfitzer resta ammirata e nel contempo parcamente sdegnata per la piazza di Santa Maria e le case, brutte a suo dire, che incombono su di essa. Mi ricorda che erano appartenute a Zia Laia (Adelaide) Atzei, dalla quale era frequente ospite e che conduceva nel suo orto, quasi dirimpettaio alla chiesa, un apiario. Appena cento metri più sotto uno dei forni di pane storici di Ales, creato dal gonnosfanadighese Giovanni Porta, anche lui apicoltore e con il quale spesso mi confrontavo. Accanto al forno la casa natale di Maria Efisia Manias, madre di Vera, figlia di Raimondo Francesco Bonaventura, noto Arramundu, ricco proprietario. Per il nipote quella era anche la casa di zio Chinu, fratello bagadiu di Maria Efisia, dal quale andavo a prendere il latte appena munto delle sue mucche e che mi portava spesso a Sa Minda sul suo carretto. Vi hanno sempre abitato, oltre a zio Chino, anche due sue nipoti Zia Carminetta, sposata a Giovanni Porta e Zia Antonina, che alla nostra vista non ha saputo trattenere un’espressione di compiaciuto piacere per l’inaspettata visita. E’ seguita poi una piacevolissima e densa conversazione di oltre un ora, rievocante persone e fatti. Zia Carminetta accennava anche all’inesausta sua ricerca di una fotografia che mi ritraeva accanto all’aiuola all’entrata della casa, forse coeva a quella messa in mostra. Contigua all’attuale casa dove vivono Carminetta e Antonina quella loro natale, forse acquistata dal nonno Arramundu da don Raimondo o don Peppiccheddu Coni, nobili il cui capostipite di Gesturi aveva sposato ad Ales una Ibba. Noto per la prima volta, nonostante le tante volte che fui loro ospite, che la casa ha nel piano del solaio una piccola finestra con un ampio architrave in pietra e con inciso in un distinto carattere lapidare nella cuspide della stilizzata fiammella gotico-catalana MDC IOANNES ESU XXI. Lo stile sembrerebbe simile a quello di una altra architrave del 1613, commissionata da un altro Esu, Antioco, forse allo stesso scalpellino https://www.marmillacultura.it/rubriche/architravi/. La casa, qualora l’architrave non sia stata smontata e poi ricollocata, fu fatta costruire 400 anni fa da Juan Esu, forse lo stesso che come notaio originario di Ales roga a Guspini nel 1620. Luigi Manias