Su un vecchio libro

Vengono riportate le modalità di acquisto di un libro sul Web, ricorrendo alla cronologia di navigazione. Nella nota editoriale della quarta di copertina di Tolgo la mia biblioteca dalle casse di Walter Banjamin (Electa, Milano, 2017), si legge: “Per Benjamin gli oggetti d’affezione, così cari ai surrealisti, all’interno di una collezione perdono la loro utilità, il loro valore di merce e entrano in un caos onirico, che è il tempo del ricordo ma anche quello della rinascita”. Alle 17:38 digito nella stringa di ricerca di Google oggetti d’affezione, che riporta prima ad un articolo su Man Ray http://bibliotecafondazionebo.blogspot.com/2014/09/gli-oggetti-daffezione-di-man-ray.html , quindi ad una recensione di Francesco Scrivano su Il Manifesto https://ilmanifesto.it/quelle-cose-daffezione/ del libro di Giovanni Starace Gli oggetti e la vita (Donzelli, Roma, 2013), così convincente da indurmi al suo immediato acquisto. Alle 17:53 apro su ebay.it la scheda di descrizione della prima edizione italiana di Oggetti d’affezione di Man Ray (Einaudi, Torino, 1970). Una nota finale scatena però un’irrefrenabile voluttà di possesso: “Il libro è stato parte di un’importante e prestigiosissima biblioteca privata italiana.” Alle 18:05 faccio una proposta d’acquisto di 20 euro, 10 in meno della base d’asta, chiedendo chi fosse il prorietario. Alle 19:00 l’offerente, rassicurandomi sulla provenienza, fa una controproposta di 25 euro, che accetto. Alle 20:21 reitero la domanda: “Il libro è un prodotto seriale. Il corredo di elementi paratestuali rende il libro “diverso”. Fra gli elementi immateriali (quando non dichiarato da un ex libris) anche la titolarità passata del libro. Pertanto le chiedo: a chi apparteneva questo libro?” Alle 21:47 la risposta: “Buonasera, sono felice che il libro vada a lei, a voi. Ho visto chi siete (nurcultura.it). Io sono un’iconografa. Il libro era nella biblioteca privata di Paolo Boringhieri, nella sua abitazione di via Po a Torino. L’ho avuto insieme ad altri fondi dagli eredi, i figli. Domani lo spedisco. Simonetta”. Scrive ancora Benjamin: “Non esagero: per l’autentico bibliomane l’acquisto di un vecchio libro – e ormai Oggetti d’affezione di Man Ray ha superato di due anni il mezzo secolo – significa la sua rinascita. E appunto in ciò sta l’aspetto infantile che, nel collezionista, si compenetra con quello del vegliardo. I bambini, infatti, dispongono della capacità di rinnovare l’esistenza come una prassi centuplice e mai in imbarazzo.”

Luigi Manias