Scrigni di gioia

Un cadeau insperato ha interrotto, come un refolo di fresco maestrale, l’opprimente canicola agostana della Marmilla, tormentata dall’infido scirocco. Di questo sorprendente omaggio sono il beneficiario, senza averne merito, se non quello di aver apprezzato e incoraggiato un’impresa epica svolta in laboriosa solitudine dall’ultimo epigono dell’umanesimo tipografico: Enrico Tallone. Si tratta di cinque densi portfolio che celano all’interno dei saggi tipografici estratti dall’Archivio degli Stili e della Conservatoria dei punzoni, che ordina e raccoglie nei riposti spazi dell’atelier tipografico di Alpignano cinque secoli di densa narrazione del segno grafico, «dai caratteri lapidari, medievali, gotici, rinascimentali, barocchi, transizionali, neoclassici, eclettici, liberty, modernisti, fino ai razionalisti e post-moderni, con i rispettivi punzoni sbalzati a mano». Nelle accoglienti cassettiere si ammira  il trionfo della fisicità, in orgogliosa contrapposizione alla liquidità della fosfenica inconsistenza digitale del web. La Conservatoria dei Punzoni consta di migliaia di punzoni usati negli ultimi tre secoli per creare i caratteri tipografici. Punta dell’iceberg  i quattrocento  punzoni che documentano i  cinque alfabeti del carattere ideato nel 1949 da Alberto Tallone nel buen retiro asolano e incisi da Charles Malin a Parigi. A conforto di questo archivio altamente materico, che lo colloca in posizione di assoluta eminenza in Europa, anche il necessaire completo per l’incisione e la fusione dei caratteri. L’idea informatrice che sottende questa titanica avventura culturale è  richiamata dallo stesso Enrico Tallone in una cortese lettera di accompagnamento a queste preziose essenze tipografiche. “Ecco qualche documento tipografico tratto dall’Archivio degli stili. Si tratta di una operazione “pacifista”, poiché questi vecchi e nobili caratteri sono stati quasi tutti strappati all’ultimo istante dalle mani del rigattiere che li avrebbero trasformati in palle da fucile o in piombini per pesca sportiva. Inoltre molti di essi sono stati oggetto di restauro, poiché ossidati. In questo caso i lati sono stati passati su carta seppia con petrolio, e a volte l’occhio è stato anch’esso ripulito. Dopo tante vicissitudini è incredibile la nettezza del segno. Evidentemente avevano gran voglia di vivere ancora!”. Enrico Tallone ha conquistato un posto nell’empireo della teoria e prassi tipografica con la serie dei Manuali Tipografici, summae straordinarie sul tema. Ma questa opera soccorrevole, salvifica e meritoria pro carattere tipografico, che ha esercito nella creazione dell’Archivio degli Stili e della Conservatoria dei punzoni, andrebbe raccontata dallo stesso Enrico Tallone in un altro auspicabile futuro Manuale, con un titolo che richiami l’intima essenza del lavoro certosino fatto. Me ne vengono in mente alcuni: Ossidazioni redente, Teoria e prassi per un nuovo risorgimento tipografico, L’arte della manutenzione del carattere, La resurrezione tipografica, incipit vita nova.                  Luigi Manias