La veglia di novembre

La spada degli accademici di Francia può definirsi un’autentica creazione di oreficeria, che comprende simboli legati al suo proprietario, sebbene nella guardia comune sia la fenice stilizzata, a rappresentare la rinascita e la ricerca di conoscenza sempre rinnovata. Il pomo della spada dell’insigne latinista Pierre Laurens, autore de L’abeille dans l’ambre. Célébration de l’épigramme de l’époque alexandrine à la fin de la Renaissance, è ornato da un gioiello d’ambra al centro del quale si trova un’ape, simbolo di immortalità ed elevazione attraverso la conoscenza. Una singolare omonimia l’accomuna alla beneficiaria del 49° dei soli 60 esemplari de La Veillée de Novembre di Henri Pourrat, donato il 9 ottobre 1940 con una compendiosa dedica e insolito inserto dall’editore dell’opera, il Barone Gourbeyre, titolare de Les editions de la Cigale, a Madame Pierre Laurens. Ai pregi intrinsechi di questo volume in brossura con copertina avio nel consueto formato 20 x 14, licenziato nel 1937 dall’atelier tipografico di Henri Peladan di Uzes su carta a mano creata ad Ambert nel mulino di Auguste Favier, l’ultimo maitre papetier della Val Lagat in Auvergne, che gode di uno straordinario apparato iconografico con xilografie originali di François Angelli, vanno aggiunti alcuni elementi paratestuali, ovvero dediche e inserti, che fanno di ogni libro che li contiene un pezzo unico. Il 9 ottobre 1940, a tre mesi dal conferimento dei pieni poteri al Maresciallo Petain, nel ristorante dell’Hotel Foch et Centre a Vichy, il barone Claude Gourbeyre (1914 – 1962), editore a Uzes in Occitania, cenava con madame Pierre Laurens, madre di un suo compagno d’armi. Il menù, forse approntato dallo chef Charles Metin, che nel dopoguerra avrebbe lanciato il ristorante dell’aeroporto di Vichy – Charmeil, è stato diligentemente trascritto, a mo di memento, da Gourbeyre  su una foglio di velina Rives B.F.K. con lo stemma araldico della famiglia, e avrebbe fatto parte del raffinato cadeau destinato a madame Laurens. La “soirè incomparable”, come ebbe a scrivere Gourbeyre, dobbiamo credere fosse solo  in parte debitrice alle portate (potage legumes, céleris demi – glacé, poulets rotis, gratui parmentier, salade e dessert), ai  vini e allo champagne (Moulin a vent 1928, graves 1/2 sec, Heidsieck sec) proposti da chef Metin.  Ultima nota. La Veillée de novembre fu pubblicato  la prima volta nel 1929 su sollecitazione di Cecile Sauvage, soccorevolmente raccolta da Pourrat. La Sauvage, auvergnate d’adozione, che risiedette per cinque anni ad Ambert a seguito del marito insegnante di Liceo, è stata la madre del grande compositore Olivier Messiaen. Morta precocemente nel 1927, finissima poetessa, la Sauvage fu definita da Frederic Mistral “chere petite Aréthuse”, mentre Eugen Marsan la denominava la “Bergere” e secondo Louis Pize personificava la Musa dei Giardini.

Luigi Manias