Atrus annus

La rinascita della carta a mano d’Alvernia in Francia è tradizionalmente attribuita allo scrittore Henri Pourrat. Nato, residente e morto ad Ambert, Pourrat mal sopportava il declino degli ultimi artigiani della carta, costretti a ridursi alla produzione di filtri o carta per sigarette, quando con i fogli provenienti dalle loro cartiere in passato era stata stampata l’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert. Ambert era stato uno dei centri irradiatori dell’arte cartaria nella Francia del medioevo, ma il rapido affermarsi della produzione della meccanizzazione aveva condannato all’emarginazione queste modalità produttive, ormai ritenute arcaiche. Pourrat crede invece che questa carta abbia una straordinaria dignità e bellezza e fa di tutto per salvare questi irriducibili, riuscendo a convincere un editore parigino, Fernand Roches, patron delle Edizioni Bossard, a perfezionare nel 1924 l’acquisto ad Ambert di un mulino per carta, grazie al quale le tirature di lusso dei libri per bibliofili delle Edizioni Bossard saranno in “papier a la main d’Auvergne”, creata dal maestro Claude Chantelauze. Ma chi per primo usò la carta dei mulini di Ambert, dichiarandolo nella giustificazione di tiratura, fu Maurice Darantiere, l’eroico tipografo di Digione a cui la Shakespeare & Company di Parigi aveva affidato nel 1922 la prima edizione dell’Ulisse di Joyce. Darantiere il 15 giugno 1921, cent’anni fa, pubblica in “cent quarante exemplaires sur papier d’Auvergne marques de 11 a 150”, per la Société Littéraire de France, Le premier livre de sonetts pour Helene di Pierre de Ronsard, ristampato 22 anni dopo a Parigi dal suo allievo italiano Alberto Tallone.

Luigi Manias