La stanza delle api

Nel 1930 allo scioglimento della Federazione, la Biblioteca appartenuta al Conte Alfonso Visconti di Saliceto, fondatore dell’Associazione centrale di incoraggiamento dell’apicoltura di Milano, fu rilevata dall’anconitana Società Apistica Italiana “Amici delle api”. Nel 1933 cessata anche questa Società, Oddo Marinelli, già presidente della FAI e magna pars degli “Amici della api”,  acquistò l’intera biblioteca che, unita a quella personale, contava 1500 volumi nel 1940, quasi 2000 nel 1955.  La biblioteca per espressa volontà degli eredi alla morte nel 1999 di Manlio, figlio di Oddo Marinelli, fu donata l’anno successivo all’Archivio di Stato di Ancona, assieme ad un cospicuo e composito fondo archivistico,  “con la condizione che la documentazione rimanga nella città di Ancona, venga messa a disposizione di studiosi e quant’altri vogliano consultare e venga conservata nella sua totalità a testimonianza degli interessi scientifici e delle vicende storico-artistiche di Oddo e Manlio Marinelli”. Chi scrive ebbe modo di vedere la Biblioteca ed espresse esplicitamente agli eredi i propri dubbi sull’opportunità di destinare all’Amministrazione Archivistica dello Stato il lascito librario di Oddo Marinelli che, nella Villa Colle Verde dei Marinelli in via Montedago n.52 nel quartiere Pinocchio di Ancona, aveva una sua precisa collocazione e poetica intitolazione: La stanza delle api. La previsione che la biblioteca avrebbe dormito sonni tranquilli in un deposito dell’Archivio di Stato di Ancona si avverò puntualmente e oggi, a seguito di una convenzione con l’Archivio di Stato di Ancona, dal novembre 2008 è in deposito presso il  CREA di Bologna. Della Biblioteca, che ha conservato l’originaria intitolazione sebbene integrata con il patrimonio bibliografico dell’Istituto, è stato stilato un elenco delle monografie, dei seriali e degli estratti. Se ne evince da una verifica immediata che rispetto alla stima indicata da Accorti al 1955 la Biblioteca non abbia subito dispersione alcuna: 969 monografie dal 1500 al 1870; 1519 riviste e 406 tra estratti e fotocopie. E’ la più importante e bella biblioteca apistica d’Italia.

Luigi Manias