Marraconi / Macarroni

Mi è sfuggito nello stillicidio di ricorrenze anniversarie, di cui sono fautore militante perché utili pretesti per affrontare temi a me cari, una capitale nell’anno appena passato: il 500° anniversario dell’edizione toscolana dell’Opus Merlini Cocaii Poetae Mantuani Macaronicorum. Rimedio tardivamente ricordando oggi l’esatto 501°. Copia anastatica viene offerta a prezzo nazionale popolare – per chi non voglia approfittare della proposta della libreria antiquaria di Alberto Govi che presente l’esemplare originale appartenuto a Nodier – dalla benemerita Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani “Amici di Merlin Coccai”.

L’eterno maccheronico, lemma e poi categoria risolutiva coniata nella buona zecca continiana per tentare una più agevole o praticabile interpretazione del capofila incontrastato dell’espressionismo linguistico dell’ecumene letterario del ‘900, l’ing. Carlo Emilio Gadda, nell’insondabile maelstrom che non avvedute o maldestre consultazioni sul web mi hanno scaraventato, è affiorato ieri de profundis per singolari alchimie algoritmiche. L’offerta di una copia dell’Eloge de la plaquette di Fernand Fleuret mi ha sollecitato a passare in rassegna la copiosa opera sua, fra cui Falourdin macaronée satirique. E da li il recupero del quesito posto al patrio gruppo Facebook (… SCRIEUS IN CAMPIDANESU .. SCRIVIAMO IN CAMPIDANESE …) su cosa significhi Marraconi, metatesi (scambio reciproco di posto nello stesso vocabolo Nigra, Zeitschr. f. rom. Phil. XXVUI. 1) di Macarroni, il toponimo in agro di Ales dove vivo. Intanto l’agorà in lingua campidanese ha offerto messe di spunti e informazioni. L’attestazione del toponimo è stata accertata, per ora, oltre ad Ales a Musei e Teulada. In Sardegna per marraconi / macarroni intendiamo genericamente la pasta. Il Porru (804) censisce: “macarronis sutilis istampaus o sbuidus a inturu, fatus a busa o cun ateru strumentu, cannoncini”; “macarronis istrangulaus, gnocchi”; “macarronis filaus, maccheroni di pasta filata” e infine “macarronis incasaus, maccheroni incaciati“. Il Porru attesta il detto “abarraisì che macarronis senza casu, cun d’unu palmu de nasu, rimanere scaciato”. “Marraconis chena ‘e casu” viene anche tradotto con “ha perso un’opportunità”. In altro post: “Biri fumu de macarronis: vedere fumo di maccheroni”, si dice di chi, nel bene e nel male, ha vissuto molte esperienze e non si impressiona facilmente. (“Nd’at biu de fumu ‘e macarronis”, G.B.Melis) o anche “ddi dexit che casu tratau a is macarronis”. Attestato anche: “chi ndi bis fumu de marraconis tui!”, per dire “se dovessi veramente vedere persone arrabbiate”. Infine, abrupto capovolgimento di genere, in lingua sarda il sesso maschile è denominato anche marracona.

Luigi Manias

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