Verdi e gli umili

Scriveva, con il consueto acume, Antonio Gramsci nei Quaderni dal Carcere: “Il popolo è «contenutista», ma se il contenuto popolare è espresso da grandi artisti, questi sono preferiti. Ricordare ciò che 〈ho〉 scritto per l’amore del popolo per Shakespeare, per i classici greci, e modernamente per i grandi romanzieri russi (Tolstoi, Dostojevskij). Così, nella musica, Verdi.” Gramsci annoverava Verdi fra i grandi artisti universali e tutt’oggi il musicista di Roncole di Busseto è considerato, secondo giudizi autorevoli, fra i 10 grandi compositori di ogni epoca.  E che la vicinanza di Verdi al popolo sofferente non fosse una posa ma un sentimento autentico lo prova non solo la sua opera, come la cosiddetta trilogia popolare (Traviata, Rigoletto e Trovatore), ma anche il suo operato concreto nella vasta tenuta agricola di Sant’Agata. Così scriveva nella primavera del 1881 all’amico giornalista Opprandino Arrivabene: “…siamo tutti a S. Agata (…) per dare un colpo d’occhio ai lavori che ho fatto fare durante l’inverno sia nei campi come nella casa (…) ho speso qualche soldo che ha dato da mangiare a molti poveri operai. Perché dovete sapere, voi abitanti delle capitali, che la miseria è grande, grandissima, e se non ci sarà una provvidenza sia dall’alto che dal basso un giorno o l’altro succederanno guai gravissimi…” Alcune classi della scuola media “Maria Carta” di Alghero assisteranno venerdì 6 dicembre all’esecuzione de Il Trovatore al teatro comunale di Sassari. Il Coro Polifonico Algherese ha incaricato la Biblioteca Gramsciana Onlus e la Nur di predisporre per gli studenti del Carta, venerdì 29 novembre dalle 12.30, una presentazione multimediale dal titolo Verdi e gli umili; nell’intento di introdurre questa grande parabola sull’emarginazione e persecuzione degli zingari.                                 Luigi Manias