Porrajmos verso Aushwitz

Venerdì 17 Gennaio alle 18.00 presso Casa  Gramsci ad Ales in Corso Cattedrale, sotto l’egida del Comune di Ales e del Servizio Civile, in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana Onlus, sarà inaugurata la mostra, articolata in 24 pannelli,  Porrajmos sul sentiero per Aushwitz, che rimarrà aperta sino al 31 gennaio.  Porrajmos è il termine con cui Rom e Sinti indicano lo sterminio del proprio popolo perpetrato dai nazisti, con la complicità del regime fascista italiano, nella seconda guerra mondiale che, si stima provocò la morte di 500.000 persone. Questo disegno genocida è definito da Rom e Sinti anche con il termine Samudaripen, che letteralmente significa tutti morti. Attribuire alla sola Germania l’attuazione del tragico progetto genocida è storicamente errato e invoglia a perseverare nel consueto quanto stucchevole leit motive della crudeltà germanica contrapposta  all’accomodante bonomia italica. In realtà dal 1922 al 1938 il regime fascista attua un sistematico e forzato  respingimento e allontanamento di Rom e Sinti stranieri (o ritenuti tali) dal territorio italiano. Ad incominciare dal 1938 sino al 1940 la strategia del regime fascista ha una brusca accelerata, connotandosi come un’autentica pulizia etnica, con il confino di queste popolazioni in Sardegna.  Un ulteriore inasprimento repressivo avviene nel triennio 1940 – 1943, ed è caratterizzato da arresti di massa e dalla successiva detenzione di Rom e Sinti in campi di concentramento in territorio italiano. Infine dal 1943 al 1945, durante la Repubblica Sociale Italiana, ancora arresti di massa e deportazioni verso i campi di concentramento nazisti. La mostra  Porrajmos sul sentiero per Aushwitz illustra con ricchezza di dettagli e un ricco apparato iconografico l’epica tragedia di queste popolazioni.               Luigi Manias