Quarantanni con Gino

Oggi la biblioteca Autarchia verde, gestita da Terra Noba Onlus, si è arricchita di una nuova sezione dedicata a Gino Girolomoni, il pioniere del biologico in Italia. La inaugura una copia di saggio fuori commercio di Ritorna la vita sulle colline. L’esperienza della cooperativa “Alce Nero”, edito quarant’anni fa nel febbraio del 1981 dalla milanese Jaca Book, che offrirà anche in seguito convinta sponda a Girolomoni. Grazie al suo lavoro, recita la quarta di copertina, “terre incolte da decenni sulle colline urbinati (Isola del Piano) hanno ripreso a produrre, e un monastero disabitato torna ad essere luogo di incontro e di vita per gli uomini.” Esempio concreto e pionieristico dell’adozione di metodi di conduzione biologici e “simbolo della possibilità di ripresa dell’agricoltura in zone di collina e di montagna”; ovvero il riscatto delle terre marginali. Il volume raccoglie “le pagine più importanti che i bisogni e le iniziative della Cooperativa hanno fatto nascere in questi anni: l’itinerario di un’avventura che non è fatta solo di tecnica agricola, ma anche di ricerca culturale, di rapporto sociali, di una diversa ragionevolezza economica, di una dimensione spirituale nuova. Il suggerimento è offerto a tutti”. E questo messaggio suscitò subito l’interesse di spiriti illuminati e sintonici. Fra gli altri Guido Ceronetti, Sergio Quinzio, Carlo Bo, Gian Battista Vicari, Paolo Volponi, Vittorio Messori, Pier Paolo Pasolini. Gli antefatti della pubblicazione di Ritorna la vita sulle colline sono stati raccontati da Massimo Guidetti, magna pars della Jaca Book per oltre 30 anni, nell’affollato convegno Un giorno per Gino e Tullia – Gino Girolomoni ed il Monastero di Montebello, tenutosi il 18 ottobre 2014 https://www.youtube.com/watch?v=OWPjuZ3JQFQ. Guidetti ricorda che ricevette alla redazione della Jaca Book una telefonata di Girolomoni che affermava di avere interpellato numerosi intellettuali e scrittori italiani per farli confrontare con la realtà del mondo contadino, fra cui Alberto Moravia. Guidetti al nome di Moravia reagì stizzito, memore di un terribile articolo pubblicato sul Corriere della Sera dove lo scrittore affermava che tutti i mali dell’Italia provenivano dalla putrefazione dei resti di un mondo contadino, che non voleva togliersi di mezzo. Con franchezza disse a Girolomoni che riteneva arduo che da queste posizioni potesse sortire qualcosa di ragionevole. L’attonito Girolomoni non demorse, anche perché coltivava l’ambizione di trovare, dopo una ampia scrematura, un ampio consenso da personaggi del mondo della cultura, che lo sostenessero nel cammino intrapreso e inviò comunque a Guidetti congruo materiale documentario sulla sua attività. Dirimente l’incontro di Girolomoni con Guidetti a Milano. La Jaca Book aveva lanciato nel 1976 L’Umana Avventura, una rivista editoriale in bianco e nero e a colori (1976-1991, trimestrale, 28 numeri), che raccoglieva oltre alle anticipazioni delle novità della case editrice, anche brevi contributi di diversi autori su temi emergenti come l’agricoltura, le tecniche biologiche, l’energia nucleare, il mondo arabo, la questione palestinese, il mezzogiorno d’Italia; oltre a delle rubriche fisse dedicate all’arte, alla fotografia ed alla letteratura. Contestualmente alla rivista la Jaca Book aveva ideato La tenda delle culture, una libera tribuna aperta a chi volesse proporre, nell’alveo delle tematiche individuate dalla rivista, esperienze proprie. Girolomoni venne a parlare una sera suscitando l’interesse di Guidetti, più di quanto fosse avvenuto nella lettura dei suoi scritti. Colpì la stringente concretezza delle sue argomentazioni. L’uditorio era composto da cittadini che a fatica sapevano cosa era una zappa o una vanga. Erano tempi connotati da un velleitarismo pervasivo, con immancabili riferimenti ai grandi sistemi, alle rivoluzioni. Girolomoni entrò nello specifico degli aspetti produttivi: la mucca e il latte rende tanto, ci vuole tanta terra per tante mucche, ecc. Quindi gli aspetti commerciali con la necessità di trasformare i prodotti primari per garantire una maggiore redditività dell’impresa; un accenno agli aspetti politici e agli ineludibili contrasti che l’impresa incontrava nell’affermare i propri principi produttivi e infine la “rivoluzione culturale”, ovvero l’esigenza di un nuovo modo di pensare la prassi contadina. Il suo intervento fu pubblicato in un numero monografico della rivista dedicato all’agricoltura, seguito da un altro, qualche tempo dopo: Pievano a Montemontanaro. Diario di un curato del ‘700 (L’Umana Avventura, giugno 1980, n.10:51-55). Era il diario del parroco di Montemontanaro, una piccola comunità rurale prossima a Montebello, che stigmatizzava gli sprechi di denaro dell’epoca in opere inutili (strade, ecc.); metafora di altri sprechi nella società italiana alla fine degli anni ‘70. La conoscenza tra Girolomoni e Guidetti era ormai consolidata dagli interessi reciproci. Quest’ultimo ebbe occasione di andare a Montebelluno, favorito dalle vacanze della sua famiglia a Porto San Giorgio. Con la chiusura estiva della Jaca Book Guidetti il 1° agosto del 1980 prese un treno da Milano ad orari antelucani per raggiungere il giorno dopo Montebbelluna, dove stette alcuni giorni. Acquisito il materiale che Girolomoni gli aveva dato, raggiunse la sua famiglia dove ebbe tutto il tempo di esaminarlo. Alla riapertura della casa editrice ne propose la pubblicazione, suscitando l’interesse degli altri due decisori, convinti tutti che il testo parlasse in modo concreto dell’agricoltura, sebbene non potesse essere inquadrato in un preciso genere letterario, comprensivo come era di lettere, lezioni, testimonianze. Si poneva il problema, oltre al titolo, in quale collana inserirlo e che veste grafica dargli. In Jaca Book si meditava da tempo di inaugurare una piccola collana legata alla rivista e il testo di Girolomoni sembrò una grande occasione. Fu infatti il primo della collana Le parole dell’Umana Avventura, sintonico anche nella grafica. Sul titolo, ad esclusione di Girolomoni che cautamente o scaramanticamente lo voleva in forma interrogativa, ci fu unanimità. Il rapporto si consolidò e l’ottavo volume della collana, sulla quale Guidetti e la casa editrice spesero non poche energie ed entusiasmi, Vale la pena di impegnarsi per una società come questa?, apparso anch’esso nel 1981, raccoglieva gli atti del convegno per il sesto centenario della fondazione del monastero di Montebello e li tenutosi nel 1980. Primo fra i tanti incontri che si sarebbero succeduti nel tempo nell’incantevole monastero recuperato a nuova vita da Gino Girolomoni.

Luigi Manias