Presidio Peppino Impastato

Peppino Impastato, giornalista e un attivista siciliano, venne ucciso a Cinisi, un piccolo centro vicino Palermo, per ordine del boss mafioso  Gaetano Badalamenti  il 9 maggio 1978; lo stesso giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani  a Roma, la cui notizia subissò quella dell’omicidio di Impastato. Candidatosi alle elezioni comunali nelle file di Democrazia proletaria fu ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio e il suo cadavere fu fatto saltare con del tritolo sui binari della ferrovia Palermo – Trapani, nell’intento di farlo apparire come un fallito attentato suicida; tesi sostenuta da media, forze dell’ordine e magistratura. Solo nel maggio del 1984 fu riconosciuta dall’ufficio istruzione del tribunale di Palermo la matrice mafiosa dell’assassinio, grazie soprattutto alla costanza della madre di Peppino, Felicia e del fratello Giovanni. Oggi in occasione del 43° anniversario della morte di Peppino Impastato, rispondendo all’appello della Casa della Memoria Felicia e Peppino Impastato, la Biblioteca Gramsciana Onlus intende ricordarlo con un video dal titolo Presidio per Peppino Impastato Partigiano Resistente, realizzato da Stefano Giaccone negli spazi della mostra 25×4. Contro l’abbrutimento intellettuale, con contributi dello stesso Stefano Giaccone, Antonio Deiola e Giuseppe Manias. E’ stato allestito, come presidio, il fondo dei libri su Peppino Impastato della Biblioteca Gramsciana. #peppinoimpastato#9maggio2021peppinoimpastatohttps://www.youtube.com/watch?v=MQkqInOyacY

Luigi Manias