Pierluigi di Piazza su accoglienza, pace e disubbidienza

Basterebbe scorrere la densa bibliografia di Don Luigi di Piazza per vincere qualsiasi esitazione, andando  dunque ad ascoltarlo sui temi dell’accoglienza, indifferenza e disubbidienza, martedì 15 maggio a Furtei alle 18:30 presso la Sala dell’ ex Cinema in Via Vittorio Emanuele II e il 17 a Oristano alle 18:00  nella sala UNLA di via Carpaccio. L’evento è organizzato dalla Pro Loco, dal Centro Servizi Culturali di Oristano, dalla Biblioteca Gramsciana Onlus e Nur. Per tornare alla bibliografia, in funzione squisitamente esemplificativa, citiamo giusto tre titoli: Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete, scritto a due mani con Margherita Hack  nel 2012 per Nuovadimensione; nel 2016 Il mio nemico è l’indifferenza. Essere cristiani nel tempo del grande esodo per Laterza; nel 2017 Don Lorenzo Milani nella mia vita di uomo e prete per Alba Edizioni. Ma Pierluigi di Piazza, nato nel 1947 a Tualis (frazione di Comeglians, in Provincia di Udine), è soprattutto noto  per il suo impegno a favore della  la pace e per aver fondato a Zugliano il Centro di Accoglienza e di Promozione Culturale “Ernesto Balducci”, associazione che offre un tetto a immigrati, profughi e rifugiati politici. Dal 2004 è Membro Onorario della Commissione Interecclesiale Justicia y Paz di Bogotà e nel 2006 ha ricevuto dall’Università degli Studi di Udine la laurea honoris causa in “economia della solidarietà”. Ha maturato dunque una lunga militanza e  riflessione sui temi dell’accogliere e del “prendersi cura”, ispirato anche dal magistero del priore di Barbiana, che educò e formò gli esclusi: «la scuola è il luogo in cui fare pedagogia della convivenza».Temi consonanti  nella sua vita di uomo e prete: l’attenzione ai poveri, l’importanza di fornire pari strumenti a tutti per una società più equa e giusta, l’educare alla bellezza, il rifiuto della guerra e la fedeltà al Vangelo.     Luigi Manias