Spopolamento: la situazione è disperata ma non seria

È sull’Unione Sarda del 13 luglio l’ultimo allarme sui comuni fantasma, due pagine fitte fitte. “Dall’Ogliastra alla Marmilla il grido”; così il sindaco di Ussassai si dice «Non adirato, incazzato» e sollecita punti franchi, detassazione, sostegno alle imprese; Renzo Ibba, primo cittadino di Morgongiori, si accalora per i tagli e la fibra ottica incompiuta; per quello di Borutta, la chiave è l’alloggio popolare. Per gli esperti Giuseppe Puggioni e Gianfranco Bottazzi il problema è la denatalità e quindi si migliorino infrastrutture e trasporti. «Che ciazzecca?» per usare un dipietrismo. Siamo seri: la verità è che la verità — politicamente scorretta — è da tacere. Il tasso di fertilità delle sarde è di 1 figlio per donna (invece dei 2,1 come minimo), ma dalla fine degli anni ’80. Così le donne in età fertile (per l’Istat tra i 15 e i 50 anni) — la dinamo demografica — si dimezzano ogni 25 anni. Per il sindaco di Desulo se riparte l’economia, è fatta. Si, qualcuno finalmente si accaserebbe, ma perché di figli farne sette? La fertilità è crollata quando la ricchezza esplodeva, ma l’occupazione femminile balzava…. Dalla legittima emancipazione l’inattesa spopolazione. Le grandi religioni onorano la procreazione, per i profeti del laicismo è un’imposizione. Questa è la fede più diffusa. Dematernizzare e così sia. In Sottomissione di Michel Houellebecq, Myriam, seducente petite amie del protagonista, François, gli chiede allibita: “Sei per il ritorno al patriarcato?” “Io non sono per assolutamente niente, lo sai, ma il patriarcato aveva il merito minimo di esistere, nel senso che in quanto sistema sociale perseverava nel proprio essere, c’erano famiglie che mettevano al mondo figli e riproducevano all’incirca lo stesso schema, e insomma, funzionava; ora invece non ci sono abbastanza figli, quindi è finita”. Per Eric Kaufmann le religioni tiepide, come il cattolicesimo bergogliano, e il laicismo sono effimeri perché sterili, così le fedi ardenti erediteranno la Terra. Di noi sardi (e sarde) resteranno i nuraghi e … la fibra ottica … muti.        Luciano Cau