Piccoli dubbi ed eretici brividi

C’eravamo tanto amati. Ma ora è finita. È stata una passione ardente, a volte soffocante, ma ora è freddo rancore. Si è giunti così al divorzio: la Sardegna non ne vuole più sapere, manco l’odore …. del carbone. Al 31 dicembre 2025, infatti, le due centrali di Fiumesanto e Portovesme, alimentate con lo sporco minerale, verranno spente. Un decreto del ministero dell’Ambiente del 22 novembre 2018 ne sancisce la chiusura anticipata. Èuna fonte di energia abbondante e a basso costo? Chissenefrega! Già dal 2013 la Regione nel Piano energetico ne prevedeva l’abbandono per il virtuoso conseguimento degli obiettivi della strategia “20-20-20” del protocollo di Kyoto: 20% di energia da fonti rinnovabili, 20% di miglioramento dell’efficienza energetica e 20% di riduzione delle emissioni di anidride carbonica.Già, il gas killer responsabile nientemeno che delle bollicine dell’acqua frizzante e del perlage dello spumante è il Diabolik del momento.

Non passa giorno senza che qualcuno si preoccupi di annunciare: udite, udite, il clima è impazzito e sia bandita la combustione da tutti i focolari del reame. Ormai se fa caldo è il riscaldamento globale, se fa freddo è comunque il riscaldamento globale; piove ed è il cambiamento climatico, c’è siccità ed è sempre il cambiamento climatico. Qualche piccolo dubbio uno se lo pone. Una domanda se la fa! Ma alla fine della giostra, gira e rigira, la colpa è la nostra, impenitenti produttori di gas a effetto serra —e si sa le serre scaldano —, noi i peccatori che abbiamo la colpa originale di emetterne perfino col respiro o con la flatulenza anale. Le funeste conseguenze si potranno evitare solo con la contrizione, il pentimento e l’espiazione.Cancellati i dieci comandamenti sostituiti da uno solo: non produrre anidride carbonica invano.Ormai lo ha certificato anche Bergoglio, con l’enciclica Laudato Sì,che chiede la conversione ecologista: aboliti i peccati contro natura, fuoco eterno per quelli contro la Natura. Oh no, sempre di combustione si tratta! Ordinanza di spegnimento anche per l’Inferno sia fatta.

Voi direte: che c’azzecca con la Marmilla. Beh, fate un giro e troverete di qua il vento imbrigliato da plotoni di pale rotanti e di là distese di pannelli si scaldano coi raggi catturati, il territorio ne è pieno,dalle campagne ridenti ai piangenti abitati. Ma anche sbirciate l’odiata bolletta e l’oscura voce cercate:“oneri di sistema“,“componente A3”. Asettica e innocente in apparenza, ma ennesima odiosa gabella in essenza: sono gli incentivi che paghiamo ai produttori di energia rinnovabile — 15 miliardi all’anno — che li girano in parte alle banche per ripagarle dei mutui per gli impianti. Già, perché siccome produrre energia“verde” costa troppo e nessuno la vorrebbe, è prezzata uguale all’altra,ma si paga un sovrapprezzo a parte, così non ce ne accorgiamo.E ce la pigliamo. Come prendere una mela dal verduraio a un euro ma dargliene un altro per simpatia. Sull’altare del pianeta un sacrificio va celebrato per produrre il meno possibile di quel gasfamigerato.

L’IPCC (Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico) ha pubblicato anche quest’anno un report allarmistico: la quantità di anidride carbonica in atmosfera sarebbe la più alta dal Pliocene, circa 3 milioni di anni fa, raggiungendo, la cifra record di 408 ppm (parti per milione). Dimentica però una parte della storia: la maggior parte dell’anidride, in chimica CO2, è prodotta dalla natura, il maggior contributo all’effetto serra è dato dal vapore acqueo; il clima cambia continuamente per cause naturali.

Ogni anno 198,2 miliardi di tonnellate (Gt) di carbonio raggiungono l’atmosfera da fonti naturali (ne producono infatti animali, paludi, campi, foreste, oceani e vulcani). Questo è più di 22 volte la quantità di carbonio che l’uomo emette annualmente (8,9Gt). Per quanto riguarda i gas a effetto serra, almeno il 95% è costituito dal vapore acqueo, il 3,6% dall’anidride carbonica, lo 0,36% dal metano e il resto da altri gas.Pertanto il contributo umano ai gas serra sarebbe dello 0,15%. Spontaneo sorge quindi un altro dubbio: non è un po’ poco per demonizzare questo gas che dopotutto è la base stessa della vita (qualcuno ricorda il ciclo del carbonio, la fotosintesi clorofilliana o la respirazione delle lezioni di scienza)? L’effetto delle politiche ambientaliste sul clima, vedi la riduzione del 20% di emissioni sancito dal protocollo di Kyoto, o del 40% secondo gli accordi di Parigi, significherebbe lo 0,03 % o 0,06% in meno di gas serra in atmosfera, ossia tre centesimi e sei centesimi rispettivamente. Altro piccolo dubbio: che senso ha imporre restrizioni, sacrifici, costi immensi per un risultato che all’atmosfera neanche le fa il solletico? Vuoi vedere che qualcuno ci sta a prendere … per quella nostra parte che produce gas serra e non sono i polmoni? Sorge il sospetto che con la COqualcuno abbia voluto creare uno spauracchio: oh mamma, come ti dico devi fare sennò la temperatura continua ad aumentare. Oh vecchierel che ti vuoi riscaldar, paga di più e consuma di meno o il polo presto farai squagliar. Guarda, guarda, dalla paura qualcuno ci guadagna di denaro una montagna (giro d’affari stimato in circa 1500 miliardi di dollari all’anno) e con la scusa dell’ambiente si prende il potere,imponendo un dominio globale, ma per il bene del Pianeta.O africano che col tuo carbone ti vorresti sviluppare, sei matto? Ci vuoi rovinare? Hai il sole che scotta…. Ti deve bastare!

Ma dire che il clima cambia è una pura ovvietà. Influiscono infatti la radiazione solare e cosmica, il magnetismo terrestre, i moti millenari della terra, l’inerzia termica degli oceani, il vulcanismo e i gas serra, tutti fattori naturali in perenne cambiamento.D’altra parte sono stati numerosi, anche in epoca storica, i periodi freddi e quelli caldi, con temperature anche più elevate di quelle attuali. Per quasi 500 anni dopo la nascita di Cristo che vide fiorire l’Impero romano, seguito da un periodo freddo durante l’Alto Medioevo fino al 900 d.C. quando si ebbe un nuovo riscaldamento che permise lo svettare delle grandi cattedrali gotiche, splendide ma tremendamente fredde, le esplorazioni dei Vichinghi che colonizzarono la Groenlandia e poterono giungere fino in America, e la viticoltura in Inghilterra; la Piccola età glaciale successiva, a partire dai primi decenni del Trecento fino al 1850 circa, causò devastanti carestie che a loro volta favorirono la diffusione delle grandi pestilenze. Il XX secolo ha visto un riscaldamento fino al 1940 seguito da un raffreddamento fino al 1970, un nuovo riscaldamento fino al 2008 e da allora un raffreddamento.Già, siamo in fase di diminuzione delle temperature. Ma perché i media continuano a parlare di riscaldamento? Come insegnava un vero maestro, Joseph Goebbels — si, si, l’amichetto di Hitler —«Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità». Ormai il cambiamento climatico è dogma di fede: mettilo in dubbio e ti ritrovi sul rogo come eretico. La prosaica realtà è che gli interessi in gioco sono immensi e quindi molti sono a libro paga per sostenere la più grande truffa della storia dell’umanità. Diversi scienziati però, prevedono per i prossimi decenni un rapido raffreddamento dell’atmosfera terrestre per i minimi di attività solare e influsso della radiazione cosmica. Forse il divorzio dal carbone è prematuro. Io, ad ogni buon conto, me ne faccio una scorta. A chi ne vuole sapere di più e da più qualificata fonte suggerisco l’ottimo recente libro «Clima, basta catastrofismi. Riflessioni scientifiche su passato e futuro» di Battaglia et. al. Attenti però se dal dubbio all’eresia passate di peccato vi macchiate, fortuna che nel frattempo spento, anche l’inferno si sarà sfreddato.           Luciano Cau