I fantasmi del fascismo

Con questo affascinante titolo James Clough ripropone in estratto in TipoItalia 3 (Cornuda, Tipoteca Italiana Fondazione 2015, pp. 38-45; 112-113), il capitolo 12 del suo L’Italia insegna. Viaggio fra targhe, scritte , iscrizioni dello Stivale (Milano, Lazy Dog Press 2015), dedicato alle scritte murali della propaganda fascista. L’intera pagina  43 fotografa un celeberrimo motto inscritto in una edicola rettangolare su un sberciato muro ad Abadia (Torino), in un nitido corsivo rosso leggermente slavato dall’ingiuria del tempo simile, dice Clough,  al Bodoni Monotype Ultra Bold: “I popoli che abbandonano la terra sono destinati alla decadenza Mussolini”. Stesso carattere, corpo e colore furono usate per un’altra mezza dozzina di scritte distribuite tra le province di Torino e Novara. Il libro di Clough è esemplato su un modello antecedente a firma Ariberto Segàla: I muri del Duce, Arca 2000. Ma qual è l’incunabolo di un motto di esemplare pervasività  nell’Italia rurale, ospitato anche sulla parete della stalla dei Carabinieri di Ales, che un fotografo d’occasione come Remigio Porcu ha affidato alla memoria dei posteri?  Agli agricoltori convenuti da tutte le regioni d’Italia il 3 novembre 1928 alla vigilia del decennale della Vittoria il Duce così si pronunciò: “Ho voluto che l’agricoltura andasse al primo piano dell’economia italiana, con fondate ragioni: i popoli che abbandonano la terra sono condannati alla decadenza. Ed è inutile, quando la terra è stata abbandonata dire che bisogna ritornarvi; la terra è una madre che respinge  inesorabilmente i figli che l’anno abbandonata” (Fiorito Piraino, Dizionario di politica a cura del PNF: 249). Il foglio di disposizioni (Anno XVIII, 28 dicembre 1939: 40) stabiliva che “I Segretari federali provvedano perché la frasi del DUCE riprodotte sulle pareti interne o esterna della sedi del P. N. F. o delle organizzazioni dipendenti siano perfettamente intonate all’ambiente in modo da costituire un richiamo diretto ed efficace. A tale fine qui sono riportate le frasi del DUCE suddivise secondo il contenuto, in relazione al carattere delle diverse organizzazioni. PER LE CASE RURALI: “I popoli che abbandonano la terra sono condannati alla decadenza.” Luigi Manias