Gramscicula

In latino alcuni suffissi non modificano la categoria lessicale della base, ma  esprimono una sfumatura di significato. Tra questi  vanno annoverati  i cosiddetti suffissi valutativi, nella cui categoria si includono quelli con cui si formano i ‘diminutivi’ derivati in -culus (-cula, -culum). La rubrica denominata  Gramscicula,  nella quale s’inscrive questo esordio, richiamerebbe dunque la sostanziale inconsistenza dei contributi erogandi, che entreranno nel dettaglio della biografia gramsciana. Dal 2008 al 2009 lo scrivente collaborò, su incarico della Fondazione Gramsci di Roma, nell’ambito dell’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Gramsci, al primo volume Epistolario 1 / gennaio 1906 – dicembre 1922 (Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 2009). Compito precipuo affidatomi, verificare  la trascrizione o in alcuni casi eseguirla ex novo di 69 lettere a connotazione “sarda”, nonché individuare ricostruendola, dove era possibile, una sintetica biografia dei personaggi citati nelle lettere scritte da Gramsci e da lui ricevute nell’ambito dell’ampio “universo degli affetti” sardo: famigliari, amici, compagni di scuola. L’incarico impose un riscontro su un articolato orizzonte di fonti tipologicamente differenti e del tutto inesplorate (archivistiche, bibliografiche, orali e persino iconografiche);  dai cui derivò, fra le altre cose, una tabula gratulatoria nutrita.  Per orientarsi nel non facile intrico parentale, amicale e di omonimie s’impose anche un’inaspettata quanto ineludibile ricostruzione di un congruo numero di genealogie. A Cagliari il 27 aprile 2009, a conclusione  della  presentazione dell’edizione anastatica dei Quaderni del carcere  Giuseppe Vacca, presidente della Fondazione Gramsci di Roma, all’affermazione dello scrivente che l’apporto della mia ricerca poco o nulla avrebbe modificato il quadro  complessivo della vicenda gramsciana, rispondeva con la consueta saggezza che gli esiti dell’indagine erano comunque utili contributi per arricchirne il contesto. Luigi Manias