Per una fattiva collaborazione

Proprio perché nella densa tabula gratulatoria figuro fra coloro che hanno elargito  “fattiva collaborazione”  per la realizzazione della ponderosa e riccamente illustrata opera  di Pino Ledda,  Ales. La storia di una comunità nella vicenda umana e politica di un uomo del nostro tempo: Franceschino Spada (Domus de Janas, Selargius, 2005), ritengo opportuno proporre un modesto corigendum alle pagine dedicate a Gramsci; protraendo così quell’utile apporto. Come nel romanzo poliziesco spesso l’evidenza sfugge e anche a Pino Ledda che, pur avendo riprodotto con grande cura fotografica alle pagine 188 e 189 l’atto di nascita e quello di battesimo, è sfuggita la discrepanza delle due date. Quando invece a pagina 189 afferma che Francesco Gramsci era un commesso gerente della pretura, sarebbe bastato leggere la biografia di Peppino Fiori (Laterza, Bari, 1966, pag. 9) per capire che l’ufficio di afferenza era quello del registro. A pagina 190 Pino Ledda sembra enfatizzare che a officiare il battesimo di Gramsci sia stato il vicario generale “una così alta autorità della diocesi”, dimenticandosi che Grazietta e Emma furono battezzate dal vescovo. Riprende a pagina 190 la trita storia della caduta accidentale dalle braccia di una ragazza che accudiva il neonato Gramsci, tale Maddalena Pusceddu, causa della sua deformazione; quando era ormai noto e ben prima del 2005 che l’origine della sua doppia gibbosità dorsale era dovuta al morbo di Pott. En passant, tanto da passare quasi inosservata,  a pagina 191 un’affermazione, anche questa come le precedenti non suffragata da documenti probanti: “Lo so che ad Ales gli abbiamo intestato anche una via, una piazza e anche una grigia lapide che il muratore Antonio Spiga applicò sul muro di quella che non era stata la sua casa natale, alla vigilia della visita di Palmiro Togliatti il 27 aprile 1947.”     Luigi Manias