In memoria di Aldo Brigaglia

Si concluderà oggi a Sassari una due giorni dedicata a Manlio Brigaglia –  storico, saggista, docente prima al Liceo e poi all’Università o, come amava definirsi,  “facitore” di libri e giornali –  che ha recitato un ruolo di grande rilevanza nella cultura sarda della seconda metà del ‘900. La meritoria iniziativa è stata promossa  dall’Ordine dei Giornalisti della Sardegna con esordio cagliaritano ieri 1 marzo dalle 14 alle 17 presso la sala “Giorgio Pisanu” in piazza Unione Sarda.  Dopo Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine, e Celestino Tabasso, presidente dell’Associazione della Stampa Sarda, sono intervenuti  Guido Melis, (storico dell’Università “La Sapienza” di Roma), Sandro Ruju (storico e saggista), Gianni Filippini (giornalista già direttore de L’Unione Sarda), Paolo Fadda (storico e giornalista), Romano Cannas (giornalista, già direttore della Sede regionale Rai per la Sardegna) e Alberto Pinna (giornalista, già inviato del Corriere della Sera). Se dovessi trovare una cifra che accomuni le diverse e tutte interessanti testimonianze dei relatori  certamente affabilità, disponibilità, curiosità, sono il mix di virtù di cui Brigaglia era maestro. E anche io mi sono trovato in due occasioni a beneficiarne. Nell’ambito della mia collaborazione con la Fondazione Gramsci per il primo volume dell’epistolario dell’ Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Gramsci  il 19 ottobre 2009 ebbi il piacere di parlare con Brigaglia, che mi diede un saggio della sua riconosciuta onniscienza, e che qui riporto nella sua integrità. “ Antonio Addis è stato mio collega a scuola.  Suo figlio Bruno, giusto qualche giorno fa, mi chiedeva se potevo reperire il numero della Nuova dove c’era il riferimento al suo pestaggio da parte dei fascisti. Antonio, o meglio Antoniccu, proveniva da una famiglia di sugherai tempiesi. Frequentò l’istituto tecnico che, all’epoca  dava accesso alla sola facoltà di Farmacia, dove lui si laureò. Era coetaneo di mio padre, che convinse a trasferirsi da Tempio  a Sassari. Credo sia nato tra il 1895 e il 1896. Insegnò matematica all’Azuni, anzi fu il più famoso professore di matematica, docente in classi femminili. Costretto a prendere la tessera se voleva insegnare, passava per antifascista, ma non dichiarato. Fu autore con Temussi di un manuale di matematica, che per vent’anni, fu il testo più diffuso nelle scuole italiane. Temussi (di cui noi Brigaglia eravamo coinquilini perché  vivevamo nel piano superiore di una distinta palazzina) era liberale o repubblicano mazziniano.  Oltre ai proventi di questo successo editoriale era assai reputato per lezioni private. Io non  sapevo che fosse consigliere comunale a Sassari. E’ assurdo che un comunista potesse esserlo. Non è  sempre stato agiato. Infatti il capo dei comunisti tempiesi Nicolò Manconi (detto lu gobbu), approdato a Sassari come apprendista nella migliore sartoria maschile della città (Tamè ) si portava, nell’immediato dopoguerra, il prof. Addis a mangiare in un ampio spiazzo dietro il Cinema Mughe. Ebbe tre figli:  il maggiore un famoso microbiologo, titolare di un laboratorio di analisi, morto assai giovane; il secondogenito ingegnere, che per alcuni anni fu il più ricco contribuente  di Sassari (lavorava per lo Stato e i redditi erano pubblici); infine Bruno, direttore della Banca d’Italia. Muore il 5 aprile 1978, cinque giorni dopo la moglie, a seguito di un incidente stradale causato da una moto. Il figlio Bruno mi ha detto che è  nato nel 1898; fu consigliere comunale  ma a Tempio.  A Tempio successe un fatto strano: la minoranza comunista fece un alleanza elettorale con i fascisti (il cui capo era il cognato di Antonicheddu) per conquistare il Comune. Comunque Addis venne picchiato dai fascisti sia a Tempio sia a Roma, dove era assieme a Cassita e Longo. Sembra che collaborò al giornale comunista  Avanguardia.” Di Agostino Careddu, tempiese e corrispondente di Gramsci ai tempi del Liceo Dettori Brigaglia, esperto a Scopone, ricordava di aver giocato a carte con il burbero avvocato. Infine circa un anno fa, il 18 marzo, mi diede ospitalità su La Nuova Sardegna nella rubrica La parola ai lettori, con una mia breve nota sul centenario dell’affondamento del Tripoli, al largo di Golfo Aranci, dove fra gli altri perse la vita Delio Delogu, nipote prediletto di Antonio Gramsci, tanto da dare al suo primogenito lo stesso nome. Ma Brigaglia, ben rappresentato nella Biblioteca Gramsciana con una trentina di titoli e a cui rimando per ulteriori approfondimenti, ha avuto anche il merito di aver focalizzato l’attenzione, con alcuni agili interventi giornalistici, sul “Gramsci Sardo”           Luigi Manias