Antonio Sebastiano Francesco Gramsci

L’ufficio del registro, che si trovava sino al 1999 in ogni capoluogo di provincia e, prima del D.P.R. 26.10.1972 n. 644, in ogni capoluogo di mandamento, succedette in Sardegna alla tappa di insinuazione. La normativa postunitaria che nel 1866 lo istituiva ne regolava competenze e attribuzioni quale ufficio tributario dipendente dal Ministero delle Finanze. Preposto alla tenuta del “registro” tributario, alla liquidazione e riscossione di numerose imposte dirette (successione, ipotecarie, bollo) e delle entrate patrimoniali dello Stato, l’ufficio del registro svolgeva inoltre funzione di servizio pubblico per assicurare l’autenticità e la conservazione in originale e in copia degli atti pubblici e privati e delle dichiarazioni di successione, poi trasmessi all’archivio notarile dopo 10 anni. Ad Ales, capoluogo di mandamento sin dal 1859, aveva sede l’ufficio del registro nel quale, presumibilmente dal 1887 e certamente sino al 1891, Francesco Gramsci svolse prima funzione di commesso e poi di commesso gerente. Il cavaliere Francesco Puxeddu Orrù, per quasi mezzo secolo dal 1848 al 1892, fu notaio a Masullas e registrò gli atti rogati nell’ufficio del registro di Ales, dove ragionevolmente consolidò  un rapporto di amicizia con Francesco Gramsci, tanto da essere scelto come padrino di battesimo per suo figlio Antonio. Ma per una singolare coincidenza ne lui ne il vescovo di Ales Francesco Zunnui Casula, officiante nel 1887 e nel 1889 i battesimi di Grazietta e Emma Gramsci, poterono essere presenti a quello di Antonio. Tanto che il primo delegò con atto di procura del 28 gennaio  – da qui il ritardo nella somministrazione del sacramento rispetto alla nascita – suo figlio Ignazio  e il secondo, come suo vicario, il teologo Sebastiano Frau; che aveva da pochi giorni festeggiato il suo onomastico. Ciò valse ad Antonio oltre al nome del nonno materno e del padrino anche quello del Frau, Sebastiano appunto.    Luigi Manias