Ales. La sua storia. I suoi problemi

E’ il titolo di un numero unico, denso supplemento a “Nuovo Cammino”, il periodico della Diocesi di Ales stampato nel 1968, ormai mezzo secolo fa, dalla Società Poligrafica Sarda. Fra i vari e interessanti contributi proposti segnalo, per alcune incongruenze, un’intervista ad Angelo Melis. L’anonimo intervistatore così lo descrive: “Fratello di latte di Antonio Gramsci, è l’unico Alerese che abbia ancora dei ricordi personali e precisi del suo illustre concittadino.” Melis che era nato qualche giorno dopo Gramsci, il 2 febbraio 1891, conferma l’assunto: “Molte persone ad Ales ricordavano la famiglia Gramsci, soprattutto quelli più vecchi; ma ora sono tutti morti.” E prosegue: “Io ricordo che nel 1919 era tornato ad Ales da Torino, dove lavorava, un certo Franco Garau, che aveva avuto l’occasione di incontrare Antonio Gramsci. Questi sentendo che Garau era alerese, gli chiese chi era allora il sindaco di Ales. Angelo Melis rispose il Garau. “Angelo Melis? Ma è il mio fratello di latte. Lo ricordo sempre. Salutamelo tanto da parte mia.” Allo stato delle conoscenze non ci sarebbe nessun altro riscontro che confermi l’attendibilità di quanto asserisce Melis, che continua: “In seguito Antonio Gramsci mi scrisse anche una lettera”, andata malauguratamente smarrita. Circa Peppina Marcias secondo il Melis “Era probabilmente di origine terralbese” e  “I Gramsci erano partiti da Ales quando io ero ancora bambino di due o tre anni.”  Nel 1966 era apparsa la biografia di Peppino Fiori dove Gennaro Gramsci affermava l’origine terralbese della madre. Forse l’indicazione di Terralba in inchiostro blu, a margine dell’atto di battesimo di Antonio Gramsci, in corrispondenza del nome di Peppina Marcias,  è successiva alle dichiarazioni di Gennaro Gramsci e di Angelo Melis; sebbene l’origine forrese di Peppina Marcias fosse già nota a un ristretto numero di persone  ben prima che Franco Sonis pubblicasse le sue scoperte. Ora Cicillo Gramsci è nominato gerente dell’ufficio del registro di Sorgono e ammesso al servizio il 19 agosto 1891. Quindi la permanenza di Antonio Gramsci ad Ales fu di sette mesi scarsi – “Andò a Sorgono che avrà avuto si o no un anno”, come giustamente dice Antioco Porcu nella biografia di Fiori – e non di due o tre anni come asserisce Melis.     Luigi Manias