Tutto fiorisce, tutto splende

“Tout ici rayonne, tout fleurit, tout chante” cioè “Qui tutto splende, tutto fiorisce, tutto canta”. Così Victor Hugo su Antibes, meta eletta di pittori e oggi rinomatissima località turistica del nizzardo. Antibes è teatro di una curiosa vicenda, che riguarda uno dei massimi artisti del ‘900 e un fotografo di origini italiane. Lo spunto alla ricostruzione di questa piccola storia, che permette di definire parzialmente alcuni momenti dell’attività del fotografo, viene offerta, a mo di indizio, da un referto bibliofilo. Il numero 1 dei  100 esemplari  di lusso “sur Velin d’Angoumois fait de pur fil, a la forme, par le maitre – papetier Henri Lacombe, du Moulin du Verger de Puymoyen” del  CATALOGUE descriptif illustré des principaux ex-voto marins offerts à Notre Dame de Bon Port du XVIe siècle à nos jours è una plaquette di 30 pagine in un compatto formato di 16 x 24,5 cm. Il volumetto, licenziato dalla tipografia Fantino di Antibes, è impreziosito da quattro tavole di riproduzioni di ex voto in una vivida monocromia rosso sanguigna e da una bella legatura in pelle con il titolo a secco sul dorso. La rara copia  è offerta con una duplice dedica  del conservatore e del restauratore degli ex – voto al fotografo Jacques Jean Théodore Audisio, per la sua collaborazione. Audisio nasce nel 1885 a San Remo, mentre non sono noti ne luogo ne data di morte. Dal 1901 risiede in Francia dove si sposa ed ha tre figli. Alla dichiarazione di guerra nel 1939 si stabilisce a Cauterets (Hautes Pyrénées) ma,  causa una legge liberticida emanata dal regime di  Vichy sulle imprese di proprietà straniera, è costretto a vendere il suo studio fotografico nel 1942. Solo nel 1944 riesce ad impiantarne uno ad Antibes dove incomincia a svolgere un’intensa attività fotografica con reportage locali, foto romanzi per Nous Deux, nature morte. Nel 1925, quasi vent’anni prima dell’insediamento di Audisio ad Antibes, la municipalità aveva acquistato il Castello dei Grimaldi, appartenuto alla casa regnante monegasca ed eretto sulle rovine dell’antica acropoli greco-romana; che diviene il Museo Grimaldi con Romuald Dor de la Souchère, promotore della vendita del castello e primo curatore del museo. Nel settembre 1945 Pablo Picasso visita il Museo Grimaldi e l’anno successivo de la Souchère gli suggerisce di utilizzare parte del castello come atelier artistico. Picasso, entusiasta, lavora al castello con  straordinario fervore creativo, il cui esito, 23 dipinti e 44 disegni, saranno ceduti alla città e troveranno immediata ospitalità nel Museo, che fu il primo interamente dedicato al Malaguegno.  Audisio collabora certamente con Pablo Picasso, come attestano un ritratto del pittore e di Paul Eluard, conservati al Museo, e una serie di 42 fotografie realizzate durante il soggiorno di Picasso al castello; che hanno come protagonista una ballerina che si esibisce sullo sfondo delle opere dell’artista.      Luigi Manias