Pegaso fra i zebù

Il Prix Alfred de Pontécoulant, premio annuale per la poesia creato nel  1945 dall’Accademia Francese, viene attribuito nel suo anno d’esordio a Henri Vivarrat per il suo Pégase chez les Zébus: Evocations littéraires (Madagascar 1930-1938), prima e sola edizione di questa collezione di poemi e canzoni, apparentemente esito del soggiorno malgascio quasi decennale dell’autore. Unico riferimento critico reperito sul web, la coeva recensione nei Comptes rendus des stance (448) dell’Accademia delle scienze coloniali. Vivarrat aveva allora al suo attivo una sola opera, uno studio retrospettivo in collaborazione con Auguste Rault sul drammaturgo Augustin Eugène Scribe (Scribe,1935). Attendeva però ad una ristampa di un volume di poesie (Feux follets), alla pubblicazione di un’altra silloge poetica (Crépuscules) e di una raccolta di prose (Sous le signe de jupin). Tutte pubblicazioni che devono aver avuto circolazione esiziale se non sono censite, ad esclusione del Pégase, neanche dalla Biblioteque Nationale. La stampa del Pégase sarebbe dovuta avvenire, per stessa ammissione di Vivarrat nell’agosto del 1939. I tragici avvenimenti bellici successivi e un grave incidente subito dall’autore nell’ottobre 1941, non permise di licenziare l’opera, che oltre ai pregi formali di cui diremo dopo, cela un singolare segreto. Ma andiamo per ordine. Il Consiglio Municipale di Les Mans il 24 novembre 2016 delibera all’unanimità di accettare la donazione proposta da Marcelle Henriette Turk, figlia minore di  Auguste Raul (1873 – 1956), degli archivi del padre a beneficio del patrimonio documentario della locale Mediateca Louis – Aragon. La convenzione di donazione comprende anche un inventario sintetico dei manoscritti e quaderni di note inedite (prose, poesie, canzoni con spartiti), degli articoli pubblicati nella Sarthe e nelle Alpes mancelles, dei  dossiers documentari – segnatamente  le note relative a un progetto di storia della canzone dal  1860 al 1939 – delle fotografie di famiglia, delle carte personali e infine di qualche volume della biblioteca personale di Auguste Rault. Fra questi anche un esemplare a grandi margini di Pégase chez les Zébus, arricchito di un poema dattiloscritto e di un’annotazione di Rault. Tanta attenzione è spiegabile: la reale paternità dell’opera, pubblicata da Vivarrat a suo nome e a sue spese da Coquemard ad Angouleme, è di Rault. Il quaderno preparatorio manoscritto inconfutabilmente lo dimostra, così come altri elementi: il menabò dell’edizione, consistente unicamente nella suite delle illustrazioni, un sonetto autografo  di omaggio a Vivarrat e una nota su l’autore dei disegni, un esemplare del Pégase  per Rault con dedica e poesia di  Vivarrat. Anche la nostra copia non numerata e quindi, come talvolta era rituale, della tiratura riservata all’autore per omaggi ad personam, è impreziosita di un elemento paratestuale; un invio manoscritto in inchiostro viola di Vivarrat  “A Monsieur Cholat, en bien simpatique homage”. Da notare che l’introduzione al volume è affidata a Raoul Monmarson, prolifico giornalista e cantore delle glorie coloniali francesi in terra d’Africa, tributato a suo tempo de L’Ordre de la Francisque gallique; decorazione del regime di Vichy particolarmente cara al maresciallo Petain. Sull’adesione di Vivarrat alle progressive sorti del colonialismo patrio ci sono pochi dubbi. Nelle note introduttive al Pégase ricorda che l’opera è stata pubblicata unicamente per servire alla causa coloniale e il ricavato di eventuali vendite sarebbe stato destinato ad assistere i soldati e studenti malgasci in Francia. Come di consuetudine per alcuni dei libri usciti dai torchi di Coquemard  la carta dei cento esemplari di questa brossura in 8° (23.5×15.5) di 93 pagine è una velina non filigranata a grandi margini alla forma, creata dal maitre papetier Henri Lacombe al Moulin du Verger di Puymoyen.          Luigi Manias