Architravi

Un architrave in pietra locale con una iscrizione seicentesca – unico reliquato di un compendio sicuramente importante, che sembra annoverasse anche una cappella  – sormonta la porta d’ingresso della casa della famiglia Frau di Curcuris. Devo segnalazione e foto all’amico Ireneo Massa. L’iscrizione, nitida e chiara, recita in uno spagnolo che non necessita di traduzione: “1613 ESTAS CASAS SON DE ANTIOCU ESU”. Nei tardi Quinque Libri di Curcuris della famiglia Esu di Curcuris ben poco è rimasto. Un’ultima forse discendente, Maria, figlia di Felix e Rosa Atzei, il 14 settembre 1723 sposa Ignacio Floris di Uras, figlio di Pedro e Maria Pia. Più prodighi i registri dei morti. Ignacio Esu muore l’8 aprile 1726 a 60 anni. E’ scrivente e testa con il notaio Garau. Viene seppellito, a conferma della sua  buona condizione socio – economica, dentro la parrocchiale di San Sebastiano. Mancia Esu, sposata ad un Esquirru, muore il 10 maggio 1733 a 77 anni. Anche lei viene seppellita all’interno della chiesa. Infine il 26 aprile 1736 muore Joseph Esu, sacerdote che fa testamento presso  Gavino Esu di Siris –  notaio di riferimento per famiglie gentilizie e importanti dell’area come i Salis, i Coni, gli Alivesi –  e viene seppellito dentro la parrocchiale. Quel Gavino è quasi certamente il  Gavino Diego, nativo o residente di Siris, che il 3 ottobre 1688 sposa a Pompu Maria Magdalena Aleo, appartenente alla famiglia più illustre del luogo. Sempre di Siris è Margalida Esu, figlia di Juan Santus e di Moncerrada Cony, che sposa a Pompu il 30 gennaio 1723 Sisinio Floris di Miguel e Maria Masala. Sempre a Pompu muoiono:  Valeria Esu, il primo gennaio 1722, che fa testamento con il notaio Joseph Aleo e Maria Esu, il primo gennaio 1722. Viene seppellita in chiesa, così come Sisini Esu, che sposa il 20 gennaio 1665 a Escovedu Maria Erbì, forse figlia del notaio.  Monsignor Tommasi ricorda che il primo “cura” attestato nei Quinque Libri di Siris è Gian Pietro Esu, indigeno, che muore ancora in carica il 13 giugno 1686. Anche ad Ales troviamo tre ceppi della famiglia Esu agli inizi del ‘600, facenti capo a Baltazar, Juan e Melchiorre. Infine negli atti rogati dal notaio Dettori tra il 1649 e il 1652 ad Ales appare con una certa frequenza  Francisco Esu, anche fra i capi famiglia di un atto di sindacato del 30 settembre 1652. Finalmente, l’8 ottobre dello stesso anno, troviamo Antiogo di Curcuris, l’Esu che fece apporre il motto  nell’architrave della fotografia.     Luigi Manias