10 anni senza Serafino, 100 e 97 con Rino e Vera

Il tentativo di temperare la perdita di un maestro de apium cultura, ma anche della condivisione, dell’ascolto, dell’affabilità, come fu Serafino Spiggia, a dieci anni dalla sua scomparsa, forse trova nello humor lieve di Vera Olla, apicoltrice che oggi ha compiuto 97 anni, contraltare sopportabile. Qualche mese fa alla domanda, come dice Ceronetti, più indiscreta, più insolente, più persecutoria e che mette alla tortura chi ama la verità, perché la si formula per avere in risposta una miserabilissima bugia: Come stai? Vera rispose: “Qualche acciacco. Mi chiedo cosa succederà quando sarò vecchia.” E oggi, contravvenendo alla sobrietà dei suoi modi, e gustando l’ennesimo fico che gli ho offerto, di fronte agli alveari dello storico apiario di Sa Telloraxi: “Mi azzardo a mangiarlo? Tanto a te non fa male!”. O ancora all’incauta Barbara Bonomi Romagnoli, che chiedeva la ragione del Piera, Piera, Piera, il richiamo per convincere lo sciame d’api ad accasarsi nell’arnia proposta da Vera, questa replica dubbiosa “Non lo so … forse ce lo chiedevano le api.” E quasi in una dinamica contrappuntistica sovvengono in mente le concrete ragioni di Rino Fara, icastico apicoltore di Milis e fra i fondatori di Apiaresos. Di fronte alla telecamera di Greca Natasha Meloni, ormai prossimo al compimento del secolo, rivendicava l’utilità della sua dedizione all’apicoltura nell’immediato secondo dopoguerra, che non incidentalmente garantì sicura prosperità alla numerosa famiglia. O in sussiegoso convegno ad Oristano sui mieli italiani, sotto gli occhi di un’attonita Livia Persano Oddo, con la tonante voce del venditore milese, affermare tautologicamente: “Su mele è mele”. Tutti e tre, a loro modo e secondo il loro intendere, maestra e maestri. Luigi Manias