Mitologie

Ripesco un interessante articolo pubblicato quasi un anno  fa sul numero di dicembre 2014 del mensile  I viaggi del gusto, dal titolo Ritorno alla terra. Forse, sfata il recente mito del ritorno alle terra in Italia tanto celebrato dai media nazionali. Ne riprendiamo i tratti salienti. Da una ricerca realizzata dall’osservatorio agroalimentare Nomisma risulta che “tra il 2008 e il 2013 gli occupati agricoli in Italia sono diminuiti del 6%, quelli con meno di 24 anni del 15%. La nostra agricoltura soffre di un’elevata senilizzazione: i capo azienda con oltre 65 anni d’età sono il 37% del totale, contro il 5% di chi invece ha meno di 35 anni. Il rapporto tra le due grandezze, che misura il ricambio generazionale, e pari al 13,6% ed evidenzia un valore che, rispetto a 20 anni fa, risulta in calo (nel 1990 lo stesso indice era pari al 17,5%) ma che soprattutto non trova analogie nel resto d’Europa: in Francia il rapporto è di 73%, mentre in Germania arriva addirittura al 134%. In altre parole ci sono più imprenditori giovani che vecchi. 2/3 dei giovani oggi attivi in Italia nel settore primario ritengono che l’opinione pubblica consideri  l’agricoltura una professione di rango inferire. Il 40% degli stessi spera che, un giorno, il proprio figlio possa continuare l’attività agricola, a condizione però di un miglioramento  delle condizioni economiche del settore, mentre un altro rassegnato 10% si augura invece che possa trovare occupazione al di fuori del comparto. Una percezione negativa che collima con quella dei giovani non agricoltori: per questi ultimi agricoltura fa soprattutto rima con fatica.” Alla luce dei dati di Nomisma come andrebbe interpretata, in una filiera non primaria come l’apicoltura, ma che rifletterebbe la tendenza evidenziata da Nomisma, la crescita degli addetti in apicoltura in  Sardegna, squadernata con malcelato orgoglio e sicurezza da alcuni tecnici Laore in occasioni convegnistiche. Quanti di queste new entries hanno rinnovato le file degli apicoltori agè? Luigi Manias