Enrico Berlinguer sul Ring

“Una sera confida ad Ercoli un grande cruccio. La sua vecchia e mai dimentica passione musicale per un autore come Wagner, amato da Hitler e dai nazisti, non sarà per caso in contrasto con la militanza politica? Togliatti, che pochi anni dopo in polemica con Massimo Mila condannerà Schoemberg e Sostakovic come degenerati formalisti, si dimostra ben più tollerante col suo discepolo. Incoraggia Enrico a continuare ad ascoltarsi in pace Parzifal e l’Oro del Reno, sostenendo l’autonomia tra gusto estetico e posizione politica.” Chi si confida con Togliatti su una passione musicale forse non ortodossa per un buon comunista, scrive Chiara Valentini nella sua monumentale monografia,  è Enrico Berlinguer. Una conferma autorevole delle preferenze musicali del segretario del PCI viene da sua figlia Bianca in un’intervista a Simonetta Fiori: “Non era un padre ideologico. Al contrario. Gli hanno cucito addosso lo stereotipo dell’uomo triste e grigio, anche per attaccarlo politicamente. Ma non c’è niente di più falso. Amava l’arte e la musica, specie Wagner.” Suo cugino Luigi Berlinguer ha ricostruito quali fossero nell’ambito della  famiglia nella Sassari della prima metà del ‘900 gli orientamenti  in ambito musicale, quantomeno secondo la lectio paterna, segnatamente sul melodramma. Puccini era il più inviso, pur ammettendo la qualità dell’apparato orchestrale. Verdi riscuoteva deferente rispetto; ma la passione incondizionata era per Rossini. La sua generazione, quando erano liceali, incominciava ad avvicinarsi alla musica sinfonica, quasi come reazione al melodramma italiano  imperante.  Giovedì 6 aprile alle 20, ad Alghero nell’Auditorium della Scuola Media Maria Carta di via Malta 37 la Biblioteca Gramsciana Onlus, Nur e Coro Polifonico Algherese con la direzione artistica di Ugo Spanu, organizzano un evento dedicato alla passione wagneriana di Enrico Berlinguer. Luigi Manias