Marmillanti

Luigi Manias

Archivista / bibliotecario di formazione e professione ha costituito nel 1995 la Nur, una società di servizi culturali che opera nell’ambito della gestione delle biblioteche, riordino degli archivi, ricerche documentarie, eventi. Nel 1989  ha fondato la Biblioteca Gramsciana, oggi il più articolato e ricco fondo librario dedicato al grande intellettuale sardo. L’istituzione è supportata nel 2007 dalla Biblioteca Gramsciana Onlus, che si è imposta come una delle agenzie culturali più dinamiche in Sardegna.  Nel 2012 ha ispirato la costituzione di Terra Noba, Onlus che si occupa di identità, bioarchitettura, decrescita, ambiente, ecoturismo, agricoltura, alimentazione naturale, medicine non convenzionali, bibliofilia. E’ autore e curatore di pubblicazioni negli ambiti di sua maggiore frequentazione: gastronomia, miele, Gramsci, biografie, archivi e biblioteche, elementi paratestuali del libro. Nel 2015 ha fondato il portale Marmilla Cultura, di cui è direttore dal 2018. Erede e continuatore di una tradizione famigliare secolare in apicoltura, prosegue sin dal 1977 l’attività apistica avita. Dal 1987 è il segretario di Apiaresos, la più importante e longeva associazione di apicoltori sardi e dal 2016 è direttore tecnico. Ha rivestito in ambito apistico diverse cariche in organismi di livello nazionale e regionale: Città del miele, Ambasciatori Mieli Italiani, Commissione Regionale Apistica della RAS, Consorzio Apicoltori Sardi. Per riassumere meglio la sua multiforme attività si è autodefinito, non senza ardire,“agitatore culturale”.

Mario Carboni

Mario Carboni, nasce a Cagliari il 19 febbraio 1941. Diploma di maturità classica e studi in giurisprudenza. Sposato, ha due figli e due nipoti. Giornalista professionista in pensione, imprenditore agricolo in attività.  Ha maturato una lunga carriera giornalistica. A 24 anni nel 1965 fonda Sardegna venatoria, che dopo tre anni vanta ben 35.000 abbonati.  Quindi collabora con numerose  riviste e nel 1974 inizia il suo rapporto con Tuttoquotidiano, che nato per reagire al monopolio giornalistico di Nino Rovelli, dopo appena due anni sarà costretto alla chiusura; anche a causa della forte divisione tra le diverse anime della redazione. Nel 1976 diventa giornalista professionista. Nel 1977 cura il radiogiornale di Radiolina e nel 1978 fa parte dello staff di Videolina. Nel 1981 entra ne L’Altro Giornale, che come Tuttoquotidiano avrà vita breve: due anni. Tra il 1983 e il 1985 è a Odeon TV, quindi sempre nel 1985 al Consiglio Regionale della Sardegna, dove è stato capo ufficio stampa e direttore delle pubblicazioni sino al 2006. In questo periodo  collabora con importanti testate nazionali come il Sole 24 ore e Italia Oggi e sotto pseudonimo anche con la Gazzetta dello Sport. Ha un consolidato rapporto con la Marmilla e come imprenditore agricolo da anni conduce a Gonnostramatza la sua azienda  “I Mandorli” secondo le regole dell’agricoltura biologica dedicandosi, fra le altre cose,  all’allevamento di una rara specie autoctona, i cavalli del Sarcidano; dei quali possiede 25 capi adulti, di cui 7 sono attualmente in doma ad Oristano. E’ il continuatore ed erede a Gonnostramatza, sebbene con diverso impegno e esito, di una tradizione famigliare incignata da suo nonno paterno negli anni ’30 del secolo scorso, che strutturò un’azienda agricola modello a carattere multifunzionale. Per molti anni è stato  dirigente di Confagricoltura della Provincia di Cagliari. E’ iscritto al PLI dal 1961 ed è stato dirigente comunale, provinciale, regionale e nazionale. E‘ socio individuale dell’ALDE.

Giulia Balzano

Giuseppe Caddeo

Greca Nathascia Meloni

Attende all’Università di Vienna un dottorato in antropologia visuale. E’ ricercatrice indipendente sui temi dell’Antropologia Visuale e della Etnobiologia. Si occupa del rapporto cultura e natura attraverso lo studio delle pratiche legate all’apicoltura in Sardegna, di antropologia museale e valorizzazione del patrimonio culturale locale. È direttore scientifico del progetto di valorizzazione culturale denominato “S’Intzidu Archologicu”.