Anthony Muroni e il prete bandito

Il libro è sempre sotteso nelle iniziative e le attività promosse dall’ormai affiatato e consolidato binomio Biblioteca Gramsciana Onlus e Nur. Teatro di uno fra i più originali eventi mai ideati dalle due agenzie culturali “Eravamo veramente Far West?”, sarà l’accogliente cortile alberato retrostante Casa Borrelli, sinora mai proposto come agorà funzionale all’eventistica culturale. La necessità di disporre di spazi ampi e all’aperto, in osservanza delle restrizioni in termini di “distanziamento sociale” previste dalle autorità a seguito dell’emergenza coronavirus, ha reso il “retrobottega” di Casa Borrelli la soluzione ideale per l’incontro con Anthony Muroni, già programmato prima della serrata pandemica del Covid 19 ed ora fissato per venerdì 10 luglio alle 19.00. Muroni è personalità notissima del mondo giornalistico sardo. Appena diciottenne si occupa di cronaca sportiva per La Nuova Sardegna. Dopo una parentisi di tre anni come direttore di Radio Planargia, nel 2000 viene assunto dall’Unione Sarda – di cui diverrà poi direttore nel 2013 per dimettersi tre anni dopo – e assegnato alla redazione di Oristano. Autore di opere di grande diffusione su personaggi conclamati (Cossiga, Berlusconi, Renzi, Papa Francesco), a Pau parlerà di un tema a lui caro, il banditismo sardo, di cui aveva dato prova di sicura conoscenza quando nel 2004 pubblica per la collana “I banditi” de L’Unione Sarda “Peppino Pes, l’inedita confessione del prete bandito”. Per l’evento, che sarà coordinato da Antonio Deiola, la Biblioteca comunale renderà disponibili copie dell’opera di Muroni. Ma ricordiamo che “Eravamo davvero Far West? 9 taglie per 9 artisti” è, soprattutto, una mostra sul banditismo degli anni Sessanta in Sardegna, allestita da Massimo Spiga e con grafica curata di Gigi Meli. Mostra che ha richiesto un ampio partenariato (Biblioteca Gramsciana Onlus, Nur, Comune di Pau, Casa Borrelli e Biblioteca comunale) e che origina da una donazione fatta alla Biblioteca Gramsciana da un bibliofilo, che ha casualmente acquisito nove manifesti originali di taglie di altrettanti banditi sardi. Taglie ovviamente esposte, che fanno da contrappunto alle opere realizzate da nove artisti: Jacopo Cau, Federico Coni, Fabrizio Dapra, Ilaria Marongiu, Michele Marrocu, Tonino Mattu, Gigi Meli, Massimo Spiga e Marie-Claire Taroni. La mostra rimarrà aperta sino a metà settembre, ogni giorno escluso il lunedì, dalle 7.30 alle 22.30. Informazioni al 349 3946 245. Luigi Manias