Pasolini: a quarant’anni dalla morte. Leggi Le ceneri di Gramsci

Biblioteca Gramsciana Onlus e Nur propongono a quarantanni dalla morte di Pier Paolo Pasolini la lettura di un suo celebre poema Le ceneri di Gramsci. Sarà Giuseppe Andrea Manias a proporsi come lettore in Piazza Gramsci ad Ales il 2 Novembre alle 17.00 https://www.facebook.com/events/1644132195854403. Ma l’invito in realtà è rivolto a chiunque e in altri luoghi, anche a casa voglia leggere Le ceneri di Gramsci. Oppure potrà ascoltare lo stesso Pasolini che legge i versi del suo poema https://www.youtube.com/watch?v=mESo13hfgMI. Le ragioni di questa scelta sono nelle corde e nella coerenza degli eventi promossi dalla Biblioteca Gramsciana Onlus. La riflessione di Pasolini tocca temi ancora di stringente attualità. In un dialogo immaginario con Antonio Gramsci il poeta di Casarsa parla del cambiamento della società, della decadenza del mondo rurale, del rapporto tra ideologia e le espressioni più autentiche delle vitalità proletaria, della società dei consumi. Tutto questo nella poesia che da il titolo ad una più ampia raccolta e che immaginiamo composta da Pasolini, come ricorda una foto forse coeva, davanti alla tomba di Gramsci nel Cimitero acattolico di Roma. Pubblicato da Garzanti nel 1957 il libro ebbe una buona fortuna editoriale, come attesterebbero le numerose ristampe, molte della quali presenti nel catalogo della Biblioteca Gramsciana. Il volume, che riporta il sottotitolo “Poemetti”, raccoglie undici poesie già pubblicate su riviste o in plaquette tra il 1951 e il 1956. La poesia inizialmente fu pubblicata dalla rivista “Nuovi Argomenti”, nel numero di novembre-febbraio del ‘55-’56, ma la composizione risale al 1954. Il titolo è preso da una poesia che si immagina composta davanti alla tomba di Gramsci nel Cimitero acattolico di Roma. Memorabile il primo e illuminante verso: “Non è di maggio questa impura aria”, che apre il poema sopra una primavera romana oscura e sporca. Il poeta dice che è lontano il “maggio italiano” nel quale il giovane Gramsci delineava “l’ideale che illumina” e che oggi tutto è tedio e silenzio. Luigi Manias