Luigi di Piazza e la pratica dell’accoglienza

Don Luigi di Piazza è già stato l’anno scorso in Sardegna a tra il 15 e il 17 maggio a Furtei e Oristano. Per chi non ha avuto occasione di poterlo sentire allora l’associazione Bentu ‘e Jara, il Comune di Assolo, la Biblioteca Gramsciana Onlus, la Nur e il Centro Servizi Culturali di Oristano hanno deciso di offrire una seconda opportunità. Giovedì 4 Aprile alle 18.00, nella sala consigliare del municipio di Assolo, Luigi di Piazza dialogherà con Roberto Scema. Il tema principale, oggi più che mai attuale, è quello che lo ha consacrato fra i più sensibili interpreti e operatori: l’accoglienza. Di Piazza ha cercato di promuovere questo tema pubblicando, fra le altre cose, nel 2012 per Nuovadimensione di Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete, scritto a due mani con Margherita HacK; nel 2016 per Laterza di Il mio nemico è l’indifferenza. Essere cristiani nel tempo del grande esodo; nel 2017 per Alba Edizione di Don Lorenzo Milani nella mia vita di uomo e prete. Pierluigi di Piazza nato nel 1947 a Tualis (frazione di Comeglians, in Provincia di Udine), ha fondato a Zugliano il Centro di Accoglienza e di Promozione Culturale “Ernesto Balducci”, associazione che è sicuro rifugio per immigrati, profughi e rifugiati politici. Dal 2004 è componente onorario della Commissione Interecclesiale Justicia y Paz di Bogotà e nel 2006 ha ricevuto dall’Università degli Studi di Udine la laurea honoris causa in “economia della solidarietà”. Di Piazza ha consolidato una lunga pratica ed  esperienza a favore dei più poveri e bisognosi, ispirato sopratutto dal magistero di don Lorenzo Miliani, che svolse un’improba quanto innovativa azione di formazione a favore dei reietti della società. Dice di Piazza «Vivendo in questo piccolo laboratorio di convivenza nella diversità, che è il Centro Balducci, sono sempre più convinto che le migrazioni siano una grande provocazione per la convivenza umana, anzi sono proprio la questione centrale di oggi, che richiede un cambio di mentalità, pena trasformare il nostro mondo in un conflitto senza fine».        Luigi Manias