Futura Città

Promosso dalla Biblioteca Gramsciana Onlus e Nur sabato 2 marzo alle 19, al Teatro della Fiera di  Mogoro in piazza Martiri della Libertà, è di scena Futura Città.L’evento è dedicato a La Città Futura, numero unico a cura di Antonio Gramsci per educare e formare i giovani, in occasione del centenario della pubblicazione. Stefano Giaccone con Giuseppe Andrea Manias racconteranno con letture e canzoni legate alla memoria, alle lotte, alla vita sociale, la città dove visse Antonio Gramsci. I testi gramsciani si muovono dentro uno scenario estremamente dinamico di musiche eseguite dal vivo (voce+chitarra), letture, brevi commenti sociologici e storici. Un continuo confronto/scontro con il Dopoguerra, gli anni 50 e 60, l’attualità contemporanea e la proiezione futura, focalizzandosi sul tema della “Città”. La città quale luogo/motore della prima rivoluzione industriale e luogo/liquido all’alba della rivoluzione informatica. Un viaggio di circa un’ora nella sua cultura e contro-cultura. Stefano Giaccone dalla west coast statunitense, Los Angeles segnatamente, che gli ha dato i natali nel 1959 ha trovato il suo alveo artistico a Torino, la patria adottiva e d’elezione di Antonio Gramsci, dove è tornato trasferendosi definitivamente nel 1966. Qui, dopo un intenso apprendistato musicale, fonda nel 1982  Franti, gruppo seminale per la scena rock indipendente che propone un mix  tra il folk e il jazz. Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1987, inizia senza soluzione di continuità una densa elaborazione di progetti musicali  affiancandosi  a ex componenti dei Franti: Environs, Orsi Lucille, gli Howth Castle, La Banda di Tirofisso. Tra il 1990 e il 1993 stringe una sinergica collaborazione con il gruppo punk Kina. Le collaborazioni si susseguono incessanti e nel 1997 pubblica il suo primo album da solista Le stesse cose ritornano, nel 2003 arriva Tutto quello che vediamo è qualcos’altro, album di viaggi e ricerca interiore, nel 2004 in collaborazione con Mario Congiu un CD di cover di brani minori. Memore dei suoi natali  nel 2006 pubblica Tras os Montes, ispirato alla tradizione dei folksinger americani (Phil Ochs) con arrangiamenti jazz, che riceve un consenso diffuso.  Quindi seguono Come un fiore, Viper Songs, Il giardino dell’ossigeno, Aria di festa. Si cimenta con efficacia con La storia di Lucia nelle scritture teatrali.   Luigi Manias