Cinema Nuovo nella Biblioteca Gramsciana

Sebbene la decisione fosse meditata già da tempo, l’acquisizione  al patrimonio bibliografico della Biblioteca Gramsciana nella collaudata formula del comodato d’uso gratuito – così come è stato in precedenza per la sezione di storia, logica e cinema – dell’intera  collezione  di Cinema Nuovo,  che fa pandant con tutte le opere di Guido Aristarco, fra i più importanti critici e teorici del cinema in Italia http://www.treccani.it/enciclopedia/guido-aristarco_(Enciclopedia-del-Cinema)/ e dei collaboratori della rivista, forma ora una sezione bibliografica, quella del Cinema nella Biblioteca Gramsciana, unica nel suo genere nell’ecumene bibliotecaria nazionale. Aristarco muore 20 anni fa, l’11 settembre 1996, e con lui termina  l’avventura di Cinema Nuovo. Sull’efficacia delle scelte critiche di Aristarco il grande critico Adelio Ferrero (Adelio Ferrero, Giovanna Grignaffini, Leonardo Quaresima, Il Cinema Italiano degli anni ’60, Guaraldi, Firenze 1977, pp. 3-4), stigmatizzando l’inadeguatezza generale della “sistemazione storico critica del cinema italiano”, osservava che: ”Nel caso del cinema italiano, così, il più coerente lavoro di lettura, condotto secondo precisi punti di riferimento critico – metodologico e capace di sottrarsi all’impressionismo e alla frammentazione, resta effettivamente quella di Aristarco.” A conferma di quale forza catalizzatrice fu capace Cinema Nuovo e, segnatamente, il suo direttore, basta ricordare che la rivista ospitò gli interventi di numerosi e prestigiosi esponenti culturali di primo piano. Tra i collaboratori occasionali vi furono, fra gli stranieri, Arnheim, Bazin, Sadoul, Adorno, Kracauer, Doniol-Valcroze, Pasternak e Sartre, e tra gli italiani Luigi Chiarini, Carlo Bo, Alberto Moravia, Italo Calvino, Vittorio Gelmetti, Salvatore Quasimodo, Franco Fortini. Ma la rivista, come ricorda lo stesso Aristarco (Il cinema fascista, Dedalo, Bari, 1996, pag. 248) fu autentica fucina di critici cinematografici: da Livio Zanetti a Tullio Kezich, da Guido Fink a Adelio Ferrero, da Guido Oldrini a Liborio Termine, da Luigi Pestalozza a Ugo Finetti, da Giulio Cattivelli a Franco Prono, da Sergio Caggiola a Giancarlo Grossini, da Maurizio del Ministro a Giuliano Giuricin e nell’avvicendarsi delle generazioni Luca Norcem, Marco Maria Gazano, Auro Bernardi, Daniele Vicari, Antonio Medici, Carmelo Adagio e Maurizio Regosa. Luigi Manias