L’anarchico di Barrali. Ricordando Tomaso Serra a trent’anni dalla morte

La Biblioteca Gramsciana Onlus, Nur, ISSASCO, INSMLI, Comune di Barrali e C.A.S. promuovono la proiezione del documentario L’anarchico Tomaso Serra. Appunti per un film di Massimo Lunardelli, a Barrali presso Casa Maxia, il 17 ottobre alle ore 17. Sono previsti a seguire gli interventi di Claudio Silingardi, direttore dell’ISMLI, Costantino Cavalleri dell’Arkiviu – Bibrioteka Tomasu Serra, Giuseppe Manias della Biblioteca Gramsciana Onlus e Sebastiano Sias (C.A.S.) . La necessità di riportare Tomaso Serra nell’alveo di una prassi politica scevra da derive agiografiche, ma restituendo un ritratto che comprendesse la complessità della sua azione, è l’obiettivo che si è posto Massimo Lunardelli. E motivi per scadere in facili mitologie ce ne più d’uno nell’avventurosa vita di Tomaso Serra, detto “il barba”. Nato a Lanusei nel 1900 ed emigrato giovanissimo a 16 anni nel Nord Italia, due anni dopo è in Francia dove viene espulso per attività antifasciste, così in Belgio e Lussemburgo. Ripara nel 1920 in Svizzera dove frequenta i circoli anarchici. Tra il 1923 e il 1936 è tra arresti e espulsioni in Francia, Lussemburgo, Belgio, Germania e Svizzera. Quindi la guerra civile in Spagna dove combatte nella batteria Michele Schirru. Arrestato nel 1937 dai bolscevichi catalani viene salvato e trasferito in Francia, da dove viene espulso nel 1938 per il Belgio. Di nuovo in Francia nel 1939 dove viene arrestato e deportato nel 1940 in un campo di prigionia. Nel 1941 viene estradato in Italia e arrestato a Nuoro. Quindi confino a Ventotene per 5 anni. Viene poi deportato nel campo di concentramento di Renicci e liberato nel 1943. Si reca quindi a Roma e collabora con Emilio Lussu in azioni di sabotaggio e guerriglia contro fascisti e nazisti. Rientra in Sardegna nel 1945 per riprendere l’attività anarchica che culminerà a Barrali quando promuove dal 1962 la comunità libertaria “Collettività anarchica di Solidarietà” (C.A.S.), in seno alla quale nascerà l’ “Arkiviu-bibrioteca de kurtura populari”, che alla sua morte nel 1985 assumerà la denominazione di “S’arkiviu-bibrioteca T. Serra”. Fu convinto fino all’ultimo di poter cambiare il mondo: “Un mondo nuovo di fratelli senza più sfruttati e sfruttatori”, come scrisse nel suo testamento pochi giorni prima di morire. Luigi Manias