Qui habet aures audiendi, audiat

Matera 2019 capitale europea della cultura, ha preso  il via il 19 gennaio, con una messe di eventi suddivisi in 48 settimane di kermesse. Il denso programma culturale sta vedendo  la cittadina della Basilicata e tutta la regione trasformarsi in luoghi deputati  a celebrare la conoscenza e l’arte a trecentosessanta gradi, nelle cinque tematiche  presentate con la candidatura: “Radici e percorsi”, “Continuità e rotture”, “Futuro remoto”, “Utopie e distopie”, “Riflessioni e connessioni”. 48 milioni di euro dal momento della candidatura, finanziati con fondi regionali, nazionali ma anche privati, 27 i paesi europei coinvolti. Questi i numeri di riferimento. Inoltre l’80 per cento del programma è caratterizzato da produzioni originali. Uno di queste produzioni, promosso dalla Biblioteca Gramsciana Onlus, è certamente quella che vede protagonisti a Potenza due artisti che collaborano con la Onlus: Marie Claire Taroni e Mauro Podda. Da domenica 28 aprile a domenica 5 maggio in Piazzetta San Giovanni Paolo II e da  martedì 7 maggio a mercoledì  22 maggio, si potrà ammirare l’installazione artistica composta da sculture in forma di pietre-menhir e da una in forma di masso sospesa in aria. Un suono simile al pulsare di un cuore viene riprodotto nello spazio dell’installazione, a simboleggiare il pulsare della vita. L’intento comunicativo sta nel suscitare nello spettatore uno stato emotivo che lo riporti a considerare le rocce e la terra come esseri viventi, vibranti di vita, seppure ad intensità diverse da quelle delle forme animali e vegetali. La cultura positivistica, legata ai fenomeni dell’industrializzazione e all’urbanizzazione, porta a considerare la terra, le rocce, ed il pianeta stesso, come oggetti inanimati, di cui poter usufruire a piacimento. Questo genera una separazione che è opportuno risanare per riavvicinarsi alla vita del pianeta, a percepirla e rispettarla in tutte le sue manifestazioni.            Luigi Manias