Pinocchio, Maestrodascia, Otzili

50 pagine ipercromatiche dedicate  a Pinocchio sono il tributo voluto dal baloccaio di Ales Federico Maestrodascia Coni – Giglio per gli indigeni  – al burattino più celebre al mondo. Pinocchio & Friends è  il catalogo dell’omonima  mostra, frutto dell’abilità compositiva di Marco Serra, curato dalla Nur, con le immagini di Roberto Cadeddu e i testi di Paolo Savona, Federico Coni e di chi scrive, che segna il ritorno della Nur, dopo Api buridane nel 2017, all’attività editoriale. Ma stavolta con un respiro più ampio rispetto al passato, poiché Pinocchio & Friends, in 200 copie numerate di cui 100 con un incisione originale dell’artista, è il primo numero di una collana, Otzili, dedicata ai cataloghi d’arte. Propongo in anteprima la prefazione in cui di conto delle suggestioni  e ragioni che sottendono questa nuova iniziativa editoriale.

“Massimo Pittau ricorda che in lingua campidanese otzili, ovvero “nuca, collottola”,  ha connotazione conservativa poiché mantiene l’originaria o della base latina (occiput, – itis); contravvenendo così alla scipita vulgata che vorrebbe il campidanese permeabilissimo ai prestiti alloctoni. La morfologia orografica di un rilievo alle falde del Monte Arci, che offre una possente spalla protettiva e rassicurante ad Ales, da cui si apre un’ampia veduta sul morbido profilo collinare della Marmilla, richiama la forma quadrilatera della nuca;  tanto da consegnarlo definitivamente alla toponomastica locale con la denominazione di otzili. Edgar Degas offre alla storia dell’arte un’interpretazione dell’intimità femminile assolutamente originale con la Donna che si asciuga la nuca. Uno spaccato della quotidianità, sottratta alle retorica accademica grazie alla sapiente scelta di un cromatismo attenuato, dove le forme del corpo di una donna  vengono deprivate da qualsiasi appeal di voluttà e sensualità. Le suggestioni  che derivano da queste brevi note, che potrebbero forse  inscriversi in un ambito prettamente iconografico, sono utili pretesti per  giustificare la denominazione di una collana editoriale dedicata ai cataloghi d’arte: otzili appunto.  Più ambiziosamente vorremmo che queste indicazioni si configurassero come  le idee informatrici che sottendono la nascita di questa proposta editoriale; dove  intendiamo privilegiare la scelta di artisti sardi profondamente ancorati al territorio d’origine, che si collocano in uno spazio autonomo di elaborazione poetica e stilistica con forti tratti innovativi.”        Luigi Manias