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Con i suoi 4031 visitatori nel 2017 il Museo dell’Ossidiana  di Pau si colloca in una posizione eminente nel panorama delle istituzioni culturali dell’Isola; ma per la singolarità della proposta va ben al di là dei ristretti confini del contesto regionale. Istituito nel 2007, per volontà  del Comune di Pau, “nell’intento  di realizzare  un organismo funzionale a raccogliere i risultati della ricerca scientifica intorno alla tematica dello sfruttamento in età preistorica e protostorica dell’ossidiana del Monte Arci”, l’apertura ufficiale dell’esposizione museale nella sede di Via San Giorgio 8 avviene il 6 marzo del 2010. Ha ottenuto, primo fra tutti i musei sardi, il riconoscimento dalla Regione Sardegna, poiché rispondente ai requisiti minimi richiesti dalle linee di indirizzo dell’ICOM, l’International Council of Museums. L’attività strettamente museale è affiancata da un’intensa attività didattica e da Ossida-Azione, un’interessante progetto espositivo che, come dice l’archeologa  Giulia Balzano, che insieme alla collega Maria Luisa Ciccone gestiscono la struttura, “richiama evidentemente il ruolo del museo, ma anche il modo in cui abbiamo voluto rapportarci con la cultura, cioè in modo attivo, vivo». La X tappa di Ossid _ Azione propone dal 2 dicembre al 6 gennaio  la mostra “scARTi d’ARTe” Creatività in Mostra; realizzata in collaborazione con i detenuti della Casa di Reclusione di Is Arenas. Le opere “immaginano e danno vita a ciò che sembra non averne più: tutti quei piccoli e talvolta ingombranti #SCARTI che abitano la nostra vita. Ogni scarto è un piccolo e inaspettato tesoro – l’ossidiana assai bene e instancabilmente ce lo racconta.” All’inaugurazione sono stati ospiti del Museo Christian Cinetto e Marta Ridolfi, regista e produttrice del documentario A tempo debito (Jengafilm), che vede protagonisti  quindici detenuti della Casa Circondariale di Padova per cinque mesi. Luigi Manias