Le manine d’Anversa

Le celebri leccornie di Anversa pagavano in passato un sicuro pedaggio di estenuata artigianalità manuale. Adesso saranno, nella generalità dei casi,  prodotte industrialmente. Ma la più importante città delle Fiandre oltre alle glorie dolciarie ne annovera altre più riposte.  Ad esempio di vantare una tradizione tipografica di assoluto rispetto. La vicenda di Cristoffel Plantin è abbastanza nota. Dalla natia Francia si trasferisce ad Anversa, allora una delle città più ricche e sviluppate d’Europa, per aprire prima una bottega di rilegatore e poi nel 1550 una tipografia:  De Gundel Passel, la bussola d’oro, affermandosi in breve tempo come l’editore di riferimento nei paesi fiamminghi. Il Museo Plantin – Moretus, patrimonio dell’Unesco, conserva fra le altre delizie tipografiche nelle sue 30 sale anche gli unici torchi tipografici al mondo dell’epoca, oltre alle matrici dei caratteri e uno straordinario archivio. Nel secolo scorso, e soprattutto tra le due guerre mondiali, il periodo aureo in Europa per l’affermazione dell’arte del libro, non era infrequente che uno strenuo manipolo di editori europei, ricorresse ai servigi di stampatori finissimi. E’ il caso della De Sikkel di Anversa che commissionò nel 1930 insieme alla Pegasus Press di Parigi a Giovanni Mardesteig, fondatore e patron della celeberrima Officina Bodoni in Verona,  la ristampa in facsimile di un capolavoro rinascimentale della calligrafia, pubblicato proprio ad Anversa nel 1540: il The treatise of Gerard Mercator,  Literarum Latinarum,quas Italicas,cursoriasque vocant,scribendarum ratio. Mardesteig per il suo torchio verticale Dingler appronta una tiratura di 200 esemplari numerati su carta al tino Fabriano, di cui 20 fuori commercio, naturalmente composto a mano con il carattere Janson (fuso da matrici originali in possesso della fonderia Stempel),  in corpo 10 tondo e corsivo. XXIV pagine di testo sono affidate alle autorevoli penne di Jan Denucè e Stanley Morison. Completa il manufatto una  rilegatura in tela verde con titolo calligrafico in oro sul quadrante anteriore (Schmoller,36). Luigi Manias