Francesco del Casino e Jacopo Cau

La terza performance di Jacopo Cau, prevista come da calendario per sabato 22 giugno alle ore 19.00 presso l’ex Frantoio  di  Villa Verde, sarà impreziosita dalla gradita e attiva partecipazione di un ospite d’eccezion,  Francesco Del Casino, che nell’occasione presenterà il suo libro Gramsciart, freschissimo di stampa per i tipi dell’editore di Arcidosso  C&P Adver Effigi, nella collana Microcosmi. L’affascinante apparato iconografico del volume è commentato dai testi  di Elisa Bruttini, Pietro Clemente, Marco Fagioli, Monica e Andrea Fantacci, Francesco Giasi. Alcune note biografiche e curricolari spiegano in parte la fascinazione gramsciana di Del Casino. Nato a Siena nel 1944 e diplomato Maestro d’Arte all’Istituto d’Arte della sua città, ha poi frequentato il corso di Magistero presso l’istituto d’Arte di Firenze. Esordisce nella sua militanza pittorica nel 1962, denunciando chiare influenze ispirate dallo stile realistico di Renato Guttuso. Seguirà una fase in cui il nume ispiratore sarà Pablo Picasso. Nel 1964, come insegnante di educazione artistica, si trasferisce ad Orgosolo, proseguendo  tuttavia e con grande intensità l’attività artistica. Sono circa duemila i quadri ad olio realizzati durante questo periodo, oltre ai numerosi murales, come quelli realizzati per il 25 aprile 1975, in occasione del XXX anniversario della liberazione. Rientrato in Toscana nel 1985, dopo aver lasciato l’impegno didattico, si è dedicato con continuità alla pittura con convincenti incursioni nella scultura ed alla ceramica. Un interesse quest’ultimo che lo vede partecipare, in qualità di insegnante, a progetti educativi all’interno di una cooperativa sociale di  portatori di handicap. Numerose le personali e collettive alle quali partecipa in Italia (fra le altre Nuoro, Reggio Emilia e a Sanremo) e all’estero (Grenoble, Mosca). Nonostante l’influenza dei cubisti lo stile dell’artista risulta personalissimo, riuscendo ad estrapolare un’oggettività introspettiva dei soggetti ripresi. Un’ interiorità, che emerge con forza dalle opere che trattano storie di uomini e di terre. Una trama sensibile e raffinata, che fa leva su un cromatismo elegante e  dal tratto sicuro. Del Casino in Gramsciart elabora i “mille volti” di Gramsci, giocando con gli elementi democritei  della terra, dell’acqua, del fuoco e dell’aria, suggerendoci infine mille ardite letture. Un incontro imperdibile.            Luigi Manias