33×366 con Silvano Caria

Ancora un ennesimo evento della rassegna d’arte e cultura 33 x 366 promosso dalla Biblioteca Gramsciana Onlus  programmato per sabato 10 settembre. E’ l’undicesimo  appuntamento, anche stavolta su un tema di sicuro fascino: Gramsci e la lingua sarda.  Rendez – vouz in via  Galileo Galilei 12 a Samassi nell’atelier artistico di  Silvano Caria. Il programma prevede l’apertura al pubblico dello studio dell’artista dalle 16 alle 21, mentre alle 18.30 è fissato l’intervento dello scrivente dall’omonimo titolo dell’evento. La formazione artistica di Silvano Caria è per alcuni versi in stretta assonanza con il tema della giornata, poiché  sin dagli studi fatti al Liceo Artistico di Cagliari e nel successivo trasferimento negli anni ’70 a Pavia, Caria compie un inesausto sforzo di definizione del proprio linguaggio artistico. La frequentazione con i più innovativi esponenti dell’arte contemporanea Pavese, contribuiscono a caratterizzare e personalizzare la sua pittura. Le sue continue ricerche materiche conducono sul filo della memoria a trascorsi arcaici e poetici. I frammenti, i graffiti, le radici, i segni di terra, le soluzioni contrapposte, le ombre sui muri di periferia sono alcuni dei temi che nelle opere di Caria evidenziano un’antica e poetica soluzione mediterranea. In Gramsci e la lingua sarda viene riproposto l’intervento del 26 aprile 2014, dall’omonimo titolo, tenutosi ad Ales. La tesi adombrata è che la formazione linguistica nell’ambito del sardo in Gramsci abbia avuto una connotazione comprensiva e  non esclusiva. Il sardofono compreso negli areali dell’Isola  dove vige una determinata variante della lingua sarda vive una condizione monolinguistica. Gramsci ha pari competenza sia nel logudorese che nel campidanese, nelle cui variante conosce, pur avendole sentite una sola volta, intere strofe del poema comico “Sa scomuniga de preidi Antiogu”.  https://www.facebook.com/events/1090518794357721 Luigi Manias